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Imprese: Recchi, mondo sceglie Paesi piu' semplici per investire

31 marzo 2014 | 13.55
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Milano, 31 mar. - (Adnkronos) - Per investire i capitali "il mondo oggi sceglie Paesi più semplici" e che siano fisco, giustizia e burocrazia i temi chiave sui quali intervenire in Italia per restituire attrattività al sistema, secondo quanto emerge dall'Aibe Index, lo dicono le imprese che già lavorano in Italia. Lo evidenzia il presidente di Eni e responsabile di Confindustria per gli investimenti esteri, oggi a Milano in occasione di un convegno dedicato. Le aziende estere che lavorano in Italia "sono tantissime e rappresentano 1 milione e 200mila posti diretti che con l'indotto arrivano a 3 milioni e oltre 450 miliardi di euro di fatturato aggregato". Si tratta, fa notare, di "un campione che abbiamo sul territorio per indicarci, rispetto agli altri paesi in cui lavorano, in che cosa siamo meglio o peggio".

Fisco, burocrazia e giustizia "sono tre aspetti importanti sui quali i paesi del mondo lavorano per rendersi più attrattivi rispetto ai Paesi con cui competono" sottolinea il presidente di Eni: "le migliori consizioni fiscali sono un incentivo di convenienza Anche il fatto di non avere la giustizia efficiente rappresenta un deterrente. Altrove - fa presente - è uno status quo. Da noi invece è un grande problema. E tutto va sotto il grande cappello del rule of law, della certezza delle regole. Oggi il mondo sceglie paesi più semplici" chiosa.

"Oggi i paesi con i quali competiamo non sono più quelli a basso costo di fattori produttivi coma la Romania o la Polonia, ma quelli ad alta efficienza normativa. Oggi competiamo con Austria, Svizzera, Stati Uniti, proprio perché il basso fattore produttivo non è più discriminante. Discriminante - conclude - è l'incertezza del sistema".

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