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Usa: lotta alla droga, molti stati aprono ad approccio terapeutico

31 marzo 2014 | 11.43
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Washington, 31 mar. (Adnkronos/Washington Post) - Dopo anni di linea dura, che ha avuto come effetto quello di riempire le carceri americane di piccoli spacciatori consumatori, molti stati americani si stanno orientando verso un approccio diverso, teso all'aiuto ed al recupero dei tossicodipendenti piuttosto che alla loro criminalizzazione. Ed in trentina di stati dal 2009 sono state approvate leggi che garantiscono l'immunità da incriminazioni per uso di droga chi chiama il 911 per segnalare un caso di overdose, e permettere che intervengano i soccorsi.

In New Jersey, uno degli stati dove è stata approvata la "legge del buon samaritano", come è stata chiamata la misura, ad animare la campagna per la sua approvazione è stata Patty DiRienzo, la madre di un ragazzo morto di overdose che forse si sarebbe stato salvato se i compagni non avessero avuto paura di finire in carcere chiamando il 911. Così la donna ha creato una pagina Facebook ed ha scritto praticamente ogni giorno al governatore Chris Christie ed ai 120 membri del Congresso statale per convincerli della necessità della legge.

Le leggi rientrano in un più ampio cambiamento culturale in tutti gli Stati Uniti nei confronti della lotta alla droga. Si pensi ai referendum con cui è stata legalizzata la produzione ed il consumo della marijuana in Colorado - dove la legge è entrata in vigore all'inizio della anno producendo un picco di entrate fiscali nelle casse dello stato - e nello stato di Washington, con altri stati che stanno preparando simili consultazioni referendarie. Mentre nelle scorse settimane il dipartimento di Stato ha chiesto alla commissione che fissa le linee guida per le sentenze detentive di ridurre le pene per i reati di droga minori.

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