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Cinema: Giorgio Pasotti fa il duro in 'Nottetempo' di Francesco Prisco (2)

31 marzo 2014 | 17.32
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(Adnkronos/Cinematografo.it) - Gianfelice Imparato (Enrico, un cabarettista in crisi che aspettava un figlio da Giada che a sua volta era fra i passeggeri del pullman) invita a non chiudere il film nel recinto del noir ma a considerarne le vicende umane, e Valeria Milillo (Giada) sottolinea di esser rimasta legata ad un sentimento di apprensione e di tensione per la scena iniziale che la vede protagonista, Prisco precisa che "il film è stato girato in cinque settimane ed è stata una mia scelta quella, in certi passaggi, di lasciare andare il flusso delle emozioni senza insistere troppo su dettagli e spiegazioni".

Conclude Pasotti: "E’ stato difficile reggere tutto il personaggio, coraggioso farmi fare il cattivo e dargli la giusta credibilità. Matteo ha prepotenza e egoismo che non mi appartengono. Del resto in Italia quando si interpreta un 'cattivo', si corre il rischio critico di essere denigrati o presi poco sul serio. Ma io faccio l’attore e credo che un attore debba soprattutto allontanarsi da se stesso. Non sono un denigratore della commedia, le ho fatte e continuerò a farle ma il cinema non finisce lì. Aggiungo che per noi attori è bellissimo lavorare nelle opere prime. Ci si confronta con ritmi che fanno nascere storie impreviste".

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