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Tv: Campiotti, ho aiutato i ragazzi di 'Braccialetti rossi' a non recitare

04 aprile 2014 | 13.58
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Il regista della fiction rivelazione di Raiuno ospite a 'Screenings'

Venezia, 4 apr. (Adnkronos) - "Il mio lavoro è stato quello di aiutare i ragazzi a 'non recitare' tirando fuori le loro emozioni e stimolandoli a raccontarle donandocele poi sul set". Lo ha detto oggi a Venezia Giacomo Campiotti, regista della fiction rivelazione di Raiuno 'Braccialetti rossi', raccontando nell'ambito del convegno di 'Screenings' che lega fiction e crossmedialità come sia riuscito a creare il team dei giovani 'non attori'.

"Il cuore della storia è il gruppo -ha detto il regista- e noi abbiamo deciso di esserlo anche prima delle riprese. I ragazzi hanno vissuto insieme anche prima di iniziare a girare, abbiamo iniziato a conoscerci, a fare il fuoco la sera, a condividere le emozioni".

Campiotti ha spiegato così il successo della serie, che è diventata in sole sei puntate top trend di Twitter ed ha avuto in poco tempo oltre un milione di condivisioni di contenuti che la riguardavano. "La vita è fatta dell'alternanza di gioia e dolore -ha spiegato il regista- questo accade anche in ospedale. Ma io ho cercato di raccontare una storia di adolescenza: le stesse cose accadono anche fuori, ma per la loro condizione, in ospedale sono più potenti e la loro forza arriva più prepotente".

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