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Calcio: Abete, Figc non puo' garantire ordine pubblico

06 maggio 2014 | 16.06
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Roma, 6 mag. - (Adnkronos) - ''Non siamo noi a porre l'aut aut sulla modifica del quadro normativo, ma è emersa la necessità di una riflessione a tutto campo per fare un cambio di passo. Da parte nostra c'è tutta la disponibilità a un maggiore rigore del quadro normativo e chi sbaglia paghi. Ma la federazione non è in grado di garantire l'ordine pubblico, non ha né questo ruolo né gli strumenti''. Lo ha precisato Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, al termine della Giunta del Coni in cui è stato affrontato il tema della violenza, alla luce degli episodi avvenuti prima della finale di coppa Italia allo stadio Olimpico di Roma.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha evidenziato come in futuro le società di calcio debbano anche prendersi cura del pagamento dell’ordine pubblico. ''Noi -ha sottolineato Abete- siamo prima di tutto cittadini e poi abbiamo un ruolo. Siamo rispettosi delle decisioni che saranno assunte, ma ci sono due problematiche che vanno approfondite. La prima è che la tutela dell'ordine pubblico è un bene primario del sistema Paese e sono in primo luogo le istituzioni che ne rivendicano la centralità''.

''Inoltre -ha sottolineato il n.1 della Figc- il nostro è un sistema attento al rapporto costi-ricavi. Non voglio farlo diventare un problema di natura economica, ma abbiamo sempre ricordato il contributo fiscale di un miliardo da parte del mondo del calcio a fronte dei 411 milioni di risorse che vengono date al Coni. Ma siamo rispettosi delle decisioni e ho accolto con grande favore l'impostazione di Renzi di mettersi insieme nella diversità dei ruoli per una riflessione a 360 gradi''.

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