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Rai: Balassone, va condensata ma riforma porterebbe piu' occupazione

03 giugno 2014 | 19.20
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"Per ora nessuna commissione, ho fornito qualche approfondimento su cose che dico da tempo"

Roma, 3 giu. (Adnkronos) - "Il sistema radiotelevisivo italiano ha ben poco da conservare ma moltissimo da guadagnare, anche in termini occupazione". Parte da questa premessa Stefano Balassone, interpellato dall'Adnkronos sulle notizie che lo indicano come uno dei nove saggi ("alcuni di quei nomi li conosco, altri non li ho mai visti") al lavoro sulla riforma del sistema televisivo italiano su richiesta del governo Renzi. "Io per ora -dice- ho fornito solo qualche approfondimento sulle cose che dico, scrivo e insegno all'universita' da tempo. Una di queste e' senz'altro che la Rai va 'condensata' all'insegna della qualita' della produzione, oggi ha una dispersione distributiva dannosa, con troppi canaletti".

Balassone, consigliere d'amministrazione Rai dal 1998 al 2002 e, precedentemente, vicedirettore di Raitre al fianco di Angelo Guglielmi (con il quale ha pubblicato numerosi saggi), ha in mente una Rai che prevede "due canali generalisti, di cui uno senza pubblicita' ma che comprende anche la funzione territoriale (le trasmissioni a diffusione regionale, ndr.) e un altro che ha caratteristiche di canale commerciale anche se e' di proprieta' dello Stato, piu' un numero limitato di canali tematici, 6-7. Che poi e' quello che accade nel resto del mondo".

Parallelamente, "grazie alla correzione della dispersione, la Rai recuperebbe risorse per tornare ad investire sulla produzione di qualita', quella che puo' essere venduta nel mondo". E chi teme che un ridimensionamento del perimetro Rai porti ad un ridimensionamento dei livelli occupazionali, Balassone risponde: "Una riforma che metta in moto, in maniera proficua, le varie leve del mercato tendenzialmente porta ad un aumento dell'occupazione. Anche perche' i guai del sistema Italia sono rappresetati da un dato che nessuno conosce: rispetto ai soldi che girano nella tv italiana il numero degli occupati e' il piu' basso d'Europa. Molto piu' basso dei francesi, enormemente piu' basso degli inglesi. Bisogna superare la ripiegatura bottegaia della nostra tv, che se va ad assumere una vocazione industraile piu' decisa aumenta di valore e di occupazione". (segue)

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