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Notizie Flash: 1/a edizione - Lo sport

04 giugno 2014 | 13.09
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Roma. "Noi andiamo in Brasile con due squadre: una è quella della nazionale di Prandelli, per la quale, oltre ad essere affezionati, facciamo un grande tifo, dopodiché c'è quella arbitrale che si giocherà le sue partite, augurandosi di non arbitrare la finale, ma si prepara ad una evenienza che potrebbe capitare". Il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi, mette in evidenza la qualità dell'arbitro italiano Nicola Rizzoli che rappresenterà l'Italia nella fase finale dei Mondiali di Brasile 2014, assieme ai suoi storici assistenti Renato Faverani e Andrea Stefani, ma si augura che in finale ci sia la nazionale azzurra. Giuste le 'convocazioni' del ct degli arbitri Fifa, Massimo Busacca. "Il nostro arbitro di riferimento, Rizzoli, è sicuramente un arbitro di valore, uno dei valori più alti che c'è in Europa, uno che ha diretto in modo impeccabile la finale di Champions l'anno scorso, però noi ci dobbiamo attenere ad un sistema di individuazione 'politico' che prevede che siano rappresentati più paesi. Se dovessimo guardare i meriti dei primi 45 arbitri in Europa probabilmente noi ne avevamo tre", aggiunge Nicchi all'Adnkronos, sottolineando le difficoltà anche fisiche a cui andranno in contro i direttori di gara in Brasile. "Anche per gli arbitri, dal punto di vista climatico, sarà un Mondiale impegnativo, anche se un po' meno dei calciatori. La corsa degli arbitri è meno rapida, seppur continua, sicché quando raggiungi il livello di sudorazione del movimento fisico, lo puoi mantenere abbastanza costantemente, ma non è questo quello che ci interessa di più, ma che la nazionale vada avanti e ci faccia divertire. E' quello che si aspetta tutto il mondo calcistico, e specialmente in questo momento, sarebbe un toccasana per il sistema un grosso risultato ai mondiali", ha aggiunto il numero uno degli arbitri italiani. (segue)

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