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Estate: contro morsi vipera niente panico e chiamare soccorsi, vademecum

09 giugno 2014 | 15.00
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Tossicologa Cav Pavia, veleno killer solo in casi rari, siero a volte ma in ospedale

Milano, 9 giu. (Adnkronos Salute) - L'estate si avvicina, ma la stagione delle vipere è già cominciata. Lo sanno bene al Centro antiveleni della Fondazione Maugeri di Pavia, che a fine aprile aveva segnalato i primi casi di morsi, con 2 mesi di anticipo rispetto alle annate standard. E dopo il ricovero, ieri a Torino, di un bambino di 12 anni entrato in shock anafilattico durante una passeggiata in montagna, gli esperti del Cav pavese ricordano cosa fare - e soprattutto cosa non fare - in caso di attacco. La regola numero è mantenere la calma e chiamare subito i soccorsi. La seconda è evitare i presunti rimedi d'emergenza fai-da-te (lacci, incisioni o suzioni), affidando ogni tipo di intervento al personale ospedaliero. L'unica cosa che si può fare da soli è cercare di tenere il più possibile fermo l'arto colpito.

"Bisogna innanzitutto precisare che nel caso di Torino non si è trattato di un normale avvelenamento, ma di una reazione allergica al veleno", spiega all'Adnkronos Salute Valeria Petrolini, tossicologa del Cav-Fondazione Maugeri di Pavia, dove ogni anno arrivano 70-100 'Sos' per morsi di vipera. Gli episodi di ipersensibilità "sono molto rari" e in genere richiedono l'antidoto, che invece nei casi di intossicazione è indicato solo in un 20% circa dei casi. "Ma sempre e comunque in ospedale, l'unico luogo dove il siero può essere somministrato", tiene a puntualizzare la specialista.

Allergie a parte, la tossicologa ricorda che "l'avvelenamento da morso di vipera ha un decorso molto lento, quindi in genere c'è tutto il tempo di raggiungere un ospedale". Il morso è mortale "solo in casi eccezionali", anche se i sintomi dell'avvelenamento possono essere seri: si va dal semplice morso 'secco' all'edema, localizzato o esteso a tutto l'arto e a volte anche al tronco; dai sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea, a quelli neurologici come offuscamento della vista o difficoltà ad aprire le palpebre. "Sono quindi necessari farmaci diversi a seconda dei casi e un monitoraggio in ospedale". (segue)

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