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Mose: ex legali Baita, mai consigliato operazione per rinviare interrogatorio

10 giugno 2014 | 13.35
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Roma, 10 giu. (Adnkronos) - "Mai, ovviamente, abbiamo consigliato al nostro cliente di sottoporsi ad una inutile operazione per rinviare un interrogatorio. Gli accertamenti clinici da noi richiesti sullo stato di salute dell'allora nostro cliente erano finalizzati esclusivamente a verificare la compatibilità del regime carcerario con il suo stato di salute". Lo affermano in una nota gli avvocati Piero Longo e Paola Rubini, precisando alcune notizie di stampa e in particolare un articolo del 'Fatto quotidiano' che riporta un brano dell'interrogatorio dell'imprenditore Piergiorgio Baita, nell'ambito dell'inchiesta sul Mose.

"L'ingegner Baita, in un'enfasi accusatoria, ci accusa di un comportamento assurdo e stupido, poste che nessuno può obbligare un indagato a sottoporsi a un interrogatorio - continuano i due avvocati, ex legali di Baita - D'altro canto, l'interrogatorio era stato chiesto da questi difensori e avrebbe dovuto proseguire. Nel rispetto del segreto professionale, possiamo solo dire che la rinuncia al mandato fu formalizzata quando Baita ci comunicò la sua intenzione di collaborare con l'accusa".

"L'incompatibilità, a termini di codice deontologico, era determinata dal fatto che Baita, nostro storico cliente, era perfettamente a conoscenza che, nostro cliente, da molti anni, era anche il Consorzio Venezia Nuova e Mazzacurati - concludono - Tutto il resto è pura fantasia".

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