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Lavoro: Censis, non fa piu' identita', e' crisi per rappresentanza (3)

12 giugno 2014 | 13.04
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(Adnkronos/Labitalia) - I percorsi di lavoro sono diventati sempre più frammentati. Si moltiplicano i tempi di non lavoro nell’ambito della vita delle persone: il 14% degli occupati si è trovato negli ultimi tre anni a interrompere il proprio percorso professionale, incorrendo in uscite temporanee o ripetute dall’attività lavorativa.

Tale rischio è maggiore nelle fasce generazionali più giovani, tra i 16 e i 34 anni, dove il 20,5% degli occupati si è trovato a vivere periodi di non lavoro, e anche nel Mezzogiorno, dove la percentuale arriva al 21,5%. Assistiamo anche a un progressivo sfilacciamento dei legami di appartenenza aziendale: sono 2.229.000 gli occupati dipendenti (il 18,9% del totale) che hanno con le aziende presso cui lavorano un rapporto a termine, e tra i giovani con meno di 35 anni la percentuale arriva al 27,7%.

Anche la riduzione dell’impegno lavorativo, e conseguentemente dell’investimento professionale, accomuna sempre più occupati: tra il 2008 e il 2013 il numero dei lavoratori part time è aumentato del 19,9%, arrivando a quota 4.013.000 (il 17,9% del totale). Pesa il deterioramento delle relazioni nei luoghi di lavoro: gli italiani sono il popolo europeo tra cui si registra il più basso livello di collaborazione tra colleghi (il 51% contro una media europea del 73%). E aumenta la disaffezione verso un lavoro divenuto troppo spesso fonte di problemi: il 30% dei lavoratori italiani (contro il 27% della media europea) dichiara di avere accusato nel corso dell’anno stress, depressione e ansia legati alla propria condizione lavorativa. (segue)

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