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Call Center: Micarelli (Slc-Cgil), istituzioni facciano rispettare la legge

13 giugno 2014 | 17.49
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Roma, 12 giu.- (Adnkronos) - "Dopo l'ottima riuscita dello sciopero del 4 giugno scorso, che ha visto sfilare per le vie di Roma migliaia di lavoratrici e lavoratori dei call center in outsourcing, nessuno si può più nascondere: né le istituzioni nazionali né quelle locali. Lo stesso dicasi per le aziende committenti del settore". Così, in una nota, Fabrizio Micarelli, segretario della Slc Cgil di Roma e del Lazio.

"Le lavoratrici e i lavoratori - continua Micarelli - hanno chiesto con forza e con chiarezza alla politica un intervento immediato per salvare un settore ormai maturo e che non può essere più considerato di passaggio. Le istituzioni devono far rispettare le normative di legge vigenti: la direttiva europea 2001/23 sulle cessioni di ramo di azienda e l’articolo 24 bis del Decreto sviluppo 2012".

"Quando un cittadino effettua una chiamata a un call center - precisa Micarelli - deve essere informato preliminarmente sul paese estero in cui l'operatore è fisicamente collocato e deve, al fine di veder garantita la protezione dei suoi dati personali, poter scegliere che il servizio richiesto sia reso tramite un operatore collocato nel territorio nazionale". (segue)

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