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Bellezza: spopola ginnastica facciale, l'anti-rughe economico e naturale

14 giugno 2014 | 13.30
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Roma, 14 giu. (Adnkronos Salute) - Allenare il viso a combattere rughe e linee d'espressione. La ginnastica facciale è l'ultimo trend nella lotta ai segni del tempo che passa: "un 'lifting' naturale ed economico, che ha origini antichissime. Pare che la usassero già gli egizi, Cleopatra compresa, e poi la praticavano molto gli attori di teatro, per migliorare la mimica del volto. Da allora sono stati sviluppati vari metodi ed esercizi e oggi la ginnastica facciale si sta diffondendo sempre di più anche in Italia", spiega all'Adnkronos Salute Petra Miklus, insegnante di yoga facciale in Friuli Venezia Giulia.

"L'aspetto del viso - afferma - dipende certo dal processo biologico, dagli stili di vita e non sfugge alla forza di gravità, ma è anche conseguenza dei tanti piccoli movimenti che compiamo quotidianamente, Pensiamo a quante volte si corrugano gli occhi, le sopracciglia, la fronte: ogni volta bisognerebbe eseguire un movimento contrario, per distendere la pelle, altrimenti gli effetti di tutte queste corrugazioni si sommano ed ecco che si formano e si accentuano le rughe. E' come un fermacapelli, se si continua a tirarlo, dopo un po' perde la sua elasticità".

Per invertire il processo, bisogna imparare a 'stirare' la pelle. La ginnastica facciale, sottolinea l'esperta, "serve anche a questo, a tendere l'epidermide e renderla più elastica e compatta, migliorare la circolazione, rialzare guance e zigomi, tonificare le palpebre e il collo. La contrazione dei muscoli facciali stimola la microcircolazione che dona un colorito più luminoso al volto. Effetti che si vedono già dopo il primo mese". Definita in mille modi, da yoga facciale a pilates per il viso, questa ginnastica ha "un principio alla base: tirare la pelle del viso gonfiando i muscoli facciali". Non ci sono controindicazioni e può essere praticata da tutti. Anche i maschi cominciano a farvi ricorso. "Gli uomini sono ancora una minoranza, forse sono un po' timidi, ma ne ho avuti due fra gli iscritti ai miei corsi", racconta. (segue)

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