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Milano: Vallanzasca, da re della Comasina a ladro da supermercato (3)

14 giugno 2014 | 13.22
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(Adnkronos) - In ogni caso, continua Coen, "se davvero ha fatto" quello di cui è accusato oggi, "è veramente una stupidaggine. Forse - ipotizza - è qualcosa di psichico. Uno psicologo mi ha spiegato che il lavoro che gli hanno fatto era mirato proprio a distruggere la sua immagine di sé come grande bandito". Forse, dunque, un lavoro di anni è riuscito a piegare Vallanzasca. Proprio lui che, come ha raccontato in un altro libro Carlo Bonini ("Il fiore del male"), nei tempi andati faceva i posti di blocco alla Comasina e rimandava i poliziotti disarmati in caserma, come ritorsione per le citofonate notturne di minaccia che sarebbero state fatte ai genitori.

La Banda della Comasina, che imperversava negli anni Settanta a Milano scontrandosi con la gang di Francis Turatello, non esiste più da molto tempo. Il braccio destro di Vallanzasca, Antonio Colla, da taluni considerato l'anima nera della gang, lo scorso 15 marzo è morto schiantandosi contro un pilone a Basiano, nell'Est Milanese, in sella ad una moto di grossa cilindrata, insieme alla fidanzata. Vallanzasca, che ha alle spalle una quarantina d'anni di galera scontati anche per il reato di omicidio, come quello di due agenti della Polstrada avvenuto nel 1977 nei pressi del casello di Dalmine, nella Bergamasca, ha chiesto ripetutamente la grazia, invano.

Sia come sia, ora l'ex Bel René, protagonista di imprese criminali che sono rimaste nella memoria collettiva dei milanesi, come l'evasione del 1987 e l'intervista in esclusiva, da latitante, concessa a Umberto Gay di Radio Popolare, dovrà fare i conti con lo sgretolamento di un mito costruito nei decenni. Un mito che, se l'episodio di ieri sera sarà confermato, Vallanzasca potrebbe aver deciso di distruggere con le sue stesse mani.

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