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Salute: da medicina cinese 'arma verde' contro dolore cronico lieve

02 gennaio 2014 | 19.04
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Studio Usa, in pianta famiglia papaveri composto che non perde efficacia nel tempo

Milano, 2 gen. (Adnkronos Salute) - E' stata usata per secoli come antidolorifico nella medicina cinese, oggi è protagonista di uno studio che la promuove come arma contro il dolore cronico: è la pianta fiorita 'Corydalis', un'altra componente della famiglia dei papaveri. L'ingrediente chiave per l'effetto antidolorifico è un composto noto come 'dehydrocorybulbine' trovato nelle sue radici, spiegano i ricercatori che firmano uno studio pubblicato su 'Current Biology'. "Il nostro lavoro - spiega Olivier Civelli dell'University of California, Irvine - descrive la scoperta di un nuovo prodotto naturale che può alleviare il dolore. Un analgesico che, secondo test su animali, agisce contro tre tipi di dolore che affliggono gli esseri umani: acuto, infiammatorio, neuropatico o dolore cronico".

Civelli con lo scienziato Xinmiao Liang, ha scoperto il composto nell'ambito di un progetto finalizzato a catalogare tutti i componenti chimici della medicina tradizionale cinese. Le piante di Corydalis al centro del nuovo studio crescono principalmente nella Cina centro-orientale, dove i tuberi che si trovano sottoterra vengono raccolti e bolliti in aceto caldo. Queste misture vengono spesso prescritte per trattare il dolore, in particolare mal di testa e di schiena. I ricercatori sono andati a cercare quei composti che nella Corydalis sembravano agire in modo simile alla morfina. "Siamo approdati alla dehydrocorybulbine (DHCB), ma abbiamo rapidamente scoperto che questo composto non agisce attraverso il recettore della morfina ma attraverso altri, in particolare quello che lega la dopamina", spiega Civelli.

Una scoperta, sottolineano gli esperti, che si aggiunge alle evidenze raccolte in precedenza sul ruolo che il recettore della dopamina D2 gioca nella sensazione di dolore. Il composto si rivela promettente, spiegano ancora gli scienziati, soprattutto per chi soffre di persistente dolore cronico di basso livello. Per un motivo: la DHCB non sembra perdere efficacia nel tempo come i farmaci oppiacei tradizionali. "Abbiamo buoni farmaci antidolorifici per il dolore acuto e per il dolore infiammatorio, ma non abbiamo buoni farmaci per quello cronico", osserva Civelli. La DHCB potrebbe "non essere in grado di alleviare il forte dolore cronico, ma può essere utilizzata per quello di basso livello". Sebbene preparati di vario tipo ottenuti dalla pianta Corydalis siano già disponibili online, Civelli e Liang precisano che la DHCB non è ancora pronta per il 'debutto': servono ulteriori test sulla tossicità, prima che i medici possano considerare la possibilità di prescriverla ai pazienti.

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