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Sanita' Lombardia: Cisl, intervenire su liste attesa e rette case riposo

06 maggio 2014 | 16.03
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Ora attenzione puntata su 'anziani di Berlusconi', ricordare anche problemi aperti

Milano, 6 mag. (Adnkronos Salute) - "Mentre si attende di immortalare la prima giornata di 'pena' di Silvio Berlusconi, tra i politici è esplosa l'attenzione nei confronti degli anziani ricoverati. Pochi, però, ricordano i tanti problemi aperti sul fronte delle case di riposo: dalle liste d'attesa interminabili, che impediscono a migliaia di persone di trovare un posto letto, alle rette troppo elevate". Lo sottolinea il segretario generale dei Pensionati Cisl della Lombardia, Valeriano Formis, sollecitando le istituzioni locali e regionali a "intervenire con forza per risolvere i problemi economici e organizzativi che pesano sugli anziani non più autosufficienti e le loro famiglie", si legge in una nota.

In Lombardia sono attive 661 residenze per anziani, ricordano i Pensionati Cisl, "con 61.868 posti letto che dovrebbero soddisfare il fabbisogno che nasce da una popolazione di oltre due milioni di ultra 65enni. Cosi non è: sono 49.382 le domande in lista d'attesa. L'Asl con il maggior numero di residenze è quella di Brescia che conta 85 Rsa, segue Pavia con 82 e Milano 1 con 68. Il maggior numero di posti letto si trova nel capoluogo lombardo che ne ha a disposizione 8.926, seguito da Brescia con 6.855". Anche se, precisa Formis, "occorre tenere presente che molti presentano domanda in più istituti, resta il fatto che per tantissimi il posto non c'è".

I costi, aggiunge, "sono tali da costringere molti a fare ricorso alle badanti, certamente meno costose delle rette delle Rsa che vanno da 58 a 66 euro al giorno, mediamente da 1.700 a 2.000 euro al mese, cifre lontane dalle pensioni percepite dalla gran parte dei pensionati lombardi. Ben venga dunque l'attenzione sul problema delle residenze per anziani. Non vorremmo però che l'obiettivo fosse solo quello di recuperare un po' di voti e passate le elezioni ci si dimenticasse nuovamente delle problematiche che investono il settore". Alle forze politiche e alle istituzioni locali e regionali, i Pensionati Cisl chiedono "una decisa azione per affrontare l'insostenibilità delle rette, le lunghe liste di attesa, gli squilibri delle disponibilità tra i vari territori". "Chiediamo anche di ripensare il modello che si è consolidato in Lombardia, centrato sulle Rsa - conclude Formis - puntando al rafforzamento delle reti dei servizi residenziali e abitativi, finalizzati al sostegno della domiciliarietà, che consente alle persone di permanere nell'ambito famigliare".

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