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Eutanasia: Ass.Coscioni, praticata da 2 medici in ospedali pubblici Roma (2)

09 giugno 2014 | 15.10
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(Adnkronos Salute) - Il dibattito sul fine vita si è riacceso dopo le dichiarazioni pubbliche di Mario Sabatelli, responsabile del Centro Sla dell’ospedale Gemelli di Roma, e Giuseppe Maria Saba, 87 anni, già ordinario di Anestesiologia e rianimazione a Cagliari e Roma, sulla libertà del malato di poter interrompere i trattamenti sanitari invasivi. Ma secondo Troilo, che è comunque favorevolmente colpito dal coraggio dei due medici, "il tema non è all’ordine del giorno dei lavori parlamentari, nonostante l’invito rivolto a marzo al Parlamento dal presidente della Repubblica Napolitano e le 70mila firme di cittadini che chiedono una legge che ne regolamenti gli aspetti principali. Abbiamo fatto un appello anche a Renzi, ma non c'è stata risposta".

La proposta di legge di iniziativa popolare depositata dall’Associazione Luca Coscioni è ferma alla Camera, ma si propone di normare il testamento biologico: la possibilità di lasciare disposizioni per indicare quali trattamenti sanitari applicare in caso di coma irreversibile del paziente, e l’eutanasia, ovvero l’intervento medico volto ad abbreviare l’agonia di un malato terminale, a oggi assimilata all’omicidio volontario.

"Se i medici che hanno praticato o sono favorevoli all'eutanasia uscissero allo scoperto - sottolinea Troilo - e gli Ordini dei medici si muovessero ufficialmente su questo versante, un'azione comune potrebbe essere incisiva nel dibatti. Oggi il 70% degli italiani, e dentro ci sono molti cattolici, è favorevole all'eutanasia. Ma il Parlamento è sordo, malgrado l'intervento di Napolitano. Anche i grandi giornali non ci aiutano. L'unico direttore a prendere posizione è stato Feltri, dove sono - si chiede - Ezio Mauro e Ferruccio De Bortoli?".

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