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Eutanasia: Ass.Coscioni, praticata da 2 medici in ospedali pubblici Roma

09 giugno 2014 | 15.10
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Troilo, in passato hanno aiutato malati terminali, ma non vogliono comparire

Roma, 9 giu. (Adnkronos Salute) - Due medici che lavorano in strutture pubbliche della Capitale hanno acconsentito ad accompagnare i loro pazienti, malati terminali, verso la 'dolce morte'. Medici che però sono rimasti nell'ombra e non vogliono assolutamente fare 'outing' su questa scelta, come invece hanno deciso di fare altri loro colleghi."Sono stato testimone di alcuni amici che hanno potuto contare sui propri medici per l'eutanasia. E' accaduto in due casi a Roma, alcuni anni fa, in ospedali pubblici". A raccontarlo all'Adnkronos Salute è Carlo Troilo, consigliere generale dell'Associazione 'Luca Coscioni'.

"Sono due medici - aggiunge Troilo - che però non hanno voluto rendere pubblica questa scelta di assecondare con l'eutanasia la richiesta dei loro pazienti malati terminali: per non incorrere in denunce penali e perché rischierebbero molto visto che l'ospedale e i colleghi non erano a conoscenza".

Trolio ricorda come "ogni anno nei reparti di terapia intensiva 20 mila malati terminali muoiono con l'aiuto dei medici, quasi sempre con l'assenso dei familiari. Sono i dati di uno studio del 2007 dell'Istituto Mario Negri di Milano - spiega il consigliere dell'associazione - anche se nessuno ne parla perché sia la stampa che la politica sono ferme su questo argomento. In Italia quindi si registrano ogni anno 20 mila casi di eutanasia clandestina e il 67% dei malati terminali è accompagnato dal proprio medico". (segue)

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