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Libri, 'Destra maldestra' di Alberto Mattioli presentato il 15 a Roma

Edito da Chiarelettere, è un pamphlet sulla 'spolitica culturale' del governo Meloni

Alberto Mattioli, autore di 'Destra maldestra', appena edito da Chiarelettere.
Alberto Mattioli, autore di 'Destra maldestra', appena edito da Chiarelettere.
08 maggio 2024 | 19.45
LETTURA: 2 minuti

Dall’insediamento di Giorgia Meloni, alla fine del 2022, una politica culturale di destra, degna di questo nome, non si è ancora vista. Del resto il bacino da cui attingere, nota lo scrittore e giornalista Alberto Mattioli, autore di 'Destra maldestra', edito da Chiarelettere, "è quello che è": non c’è proprio l’imbarazzo della scelta; piuttosto, sono le scelte a suscitare imbarazzo.

Tra i (mis)fatti di cronaca che hanno finora scandito l’operato del governo in carica alcuni sono memorabili, dalle nomine ai vertici delle istituzioni, fino alle gaffe di alcuni nomi illustri. Uno su tutti, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che nelle vesti di giurato al Premio Strega candidamente dichiarò di non aver letto nessuno dei libri in lizza.

Ma c'è anche Vittorio Sgarbi, la cui presenza "inarrestabile, invadente, inevitabile" cerca di colmare, in modo spesso inopportuno, i vuoti nelle file degli intellettuali "di area". Destra maldestra è un’irriverente ricognizione di un panorama desolato e desolante, da cui emerge come il governo Meloni, dimostrandosi "incapace di comprendere i meccanismi della cultura, stia sbagliando tutto". (segue)

"Questa destra così identitaria ha un problema di identità: la sua"

Tra rivelazioni e indiscrezioni, il verdetto di Mattioli è infatti impietoso: "Questa destra così identitaria ha un problema di identità: la sua". Il libro, edito da Chiarelettere, sarà presentato a Roma il 15 maggio (alle 18) al Libraccio di via Nazionale. Interverranno, in dialogo con l'autore, Roberto D'Agostino, Giancarlo De Cataldo e Federico Freni, A moderare interviene Francesca Schianchi.

Giornalista, ma soprattutto tra i maggiori esperti di Opera in Italia, Mattioli scrive per "La Stampa", "Il Foglio", "Il Secolo XIX". Il suo è un pamphlet caustico e brillante che - nonostante l’area conservatrice nella quale si colloca l’autore - critica aspramente il lavoro di smantellamento e impoverimento della sfera culturale italiana portata avanti dal governo di destra.

Quasi superfluo elencare gli esempi (anche recentissimi): dalla Times Square londinese, al clamoroso boomerang del 'caso Scurati'. Una citazione per tutte: "Sangiuliano & Friends non funzionano non perché forse sono ancora fascisti, ma perché sono sicuramente mediocri".

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