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Non volevo il posto fisso, il libro di Alessandra Cresci per conquistare il lavoro che ci piace

Un vademecum su come “monetizzare le proprie competenze per raggiungere il successo”

La copertina del libro 'Non volevo il posto fisso'
La copertina del libro 'Non volevo il posto fisso'
19 novembre 2023 | 14.57
LETTURA: 3 minuti

E’ una guida pratica, semplice e diretta ‘Non volevo un posto fisso’, primo libro di Alessandra Cresci (Collana Se vuoi puoi, Mind Edizioni). Un vademecum con il quale trasmette sì la passione per il suo lavoro ma soprattutto snocciola il percorso con il quale, a un certo punto della sua vita, ha deciso di rimettersi in gioco mettendo in risalto il suo talento in ciò che fa. “Ci sono voluti due anni per decidermi a cambiare lavoro. Mi sentivo frustrata prima, poi c’è stata una fase in cui mi sono resa conto delle mie potenzialità. A questo punto è scattata la paura fino a quando è arrivato il coraggio”, racconta all’Adnkronos.

Ma l’obiettivo di Alessandra non è parlare di sé, piuttosto quello di condividere un’esperienza che l’ha portata a “monetizzare le proprie competenze per raggiungere il successo” nel lavoro come si legge nel sottotitolo del suo libro. Anche perché per capire quale fosse il suo nuovo obiettivo Alessandra ci ha messo altri tre anni: “Anche in questo caso prima sono passata per l’insoddisfazione, cioè quando sai che qualcosa non va ma non sai quale sia il tuo obiettivo. Poi c’è frustrazione, inizi a vedere la tua direzione ma ti muovi sempre con le stesse strategie: ero nella mia zona di confort e non riuscivo a sbloccarmi. Infine la scelta, la decisione nata dall’azione: ho iniziato a formarmi sempre di più attraverso corsi, a testarmi nell’ambito che mi interessava e vedevo che funzionavo. Così mi sono buttata, con il paracadute perché una forma di sicurezza me l’ero costruita”, aggiunge.

Il presupposto è che “tutti abbiamo un potenziale enorme” e che “dobbiamo diventare noi stessi il nostro posto fisso, ossia la nostra ancora di sicurezza flessibile su cui far affidamento”. Ma come si fa? Qui entra in gioco questo manuale. “Innanzitutto dobbiamo capire cosa ci piace fare, perché senza passione non ci può essere crescita e scelta – dice ancora Alessandra all'Adnkronos – ma è importante anche fare i conti con il mercato: dobbiamo capire cosa interessa visto anche il momento storico ed economico che stiamo vivendo. Dobbiamo capire anche per cosa siamo portati, cosa sappiamo fare meglio: ognuno di noi ha qualcosa per cui è portato”.

Ecco i cinque consigli fondamentali. “Primo non lasciare il lavoro se prima non si ha una certa sicurezza che dipende da noi stessi, dall’atteggiamento e dalle conoscenze che abbiamo perché la sicurezza si crea solo con tantissima formazione. Il secondo consiglio quindi è ‘diventa tu il tuo posto fisso’, cioè diventa tu un magnete per il mercato. Come farlo? Con atteggiamento, formazione, valori - dice - Seguire le proprie passioni è un altro consiglio perché senza non riusciamo a seguire la disciplina. C’è una differenza fondamentale tra disciplina e motivazione: la disciplina ti fa conseguire obiettivi a lungo termine, mentre la motivazione da sola non serve a nulla. Infine bisogna sviluppare una grande tolleranza per l’attesa: oggi siamo in un mondo veloce, siamo abituati a fare tutto in modo veloce. La tolleranza all’attesa va invece allenata perché permette di ottenere grandi risultati. Infine passione e competenze non servono senza obiettivi: è importante fissare degli obiettivi intermedi da raggiungere. Perché oggi devi avere un bagaglio di soft skills, abilità personali o competenze trasversali, per andare avanti”.

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