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'Praemium Imperiale' ad artisti originali che avvicinano arte a vita contemporanea

I riconoscimenti, annunciati in Italia dall'ex premier Lamberto Dini, vanno alla pittrice lettone Vija Celmis, allo scultore danese di origine islandese Olafur Eliasson, all'architetto africano Diebedo Francis Kere, agli statunitensi Wynton Marsalis per la musica e Robert Wilson per il teatro

L'ex premier Lamberto Dini con l'ambasciatore Chiba Akira dell'ambasciata del Giappone presso la Santa Sede - (foto Japan Art Association - archivio Ghirotti)
L'ex premier Lamberto Dini con l'ambasciatore Chiba Akira dell'ambasciata del Giappone presso la Santa Sede - (foto Japan Art Association - archivio Ghirotti)
13 settembre 2023 | 17.43
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“Anche quest’anno, viene premiata la grande originalità delle espressioni artistiche, che segnano una tendenza di modernità e che avvicinano ancor più l’arte alla vita contemporanea”. A sottolinearlo è Lamberto Dini, annunciando a Roma i vincitori del ‘Praemium Imperiale’ della Japan Art Association, la più antica fondazione culturale del Giappone. I riconoscimenti - che saranno consegnati in ottobre alla Meiji Memorial Hall di Tokyo - vanno quest’anno alla pittrice lettone Vija Celmis che “ha saputo esprimere sentimenti e vivacità suggerendo la relazione tra fotografia e pittura e creando un mondo unico nel panorama artistico contemporaneo”; allo scultore danese di origine islandese Olafur Eliasson le cui installazioni “utilizzano gli elementi di base del mondo naturale, con la luce e gli effetti visibili della luce quali elementi chiave, combinando insieme tecnologie e materiali diversi per creare opere originali e innovative con un apprezzabile impegno ambientalista”.

E ancora: all’architetto africano Diebedo Francis Kere del Burkina Faso per aver fatto “ricorso a processi costruttivi che utilizzano forza lavoro e risorse locali con idee creative che combinano insieme materiali del luogo e tecnologia avanzata”; al musicista statunitense Wynton Marsalis di New Orleans che “come trombettista ha saputo dimostrare doti tecniche impeccabili, capacità di improvvisazione e una profonda conoscenza della tradizione jazz”; e al regista teatrale texano Robert Wilson il quale “ha dato vita a un mondo unico fondendo insieme varie forme d’arte, dalla regia alla scenografia, dall’uso delle luci alla danza, dalla scultura alla scrittura per il teatro, con un eccezionale talento”.

(di Enzo Bonaiuto)

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