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Clima, arretramenti e perdite di volume: il bilancio della 'Carovana dei Ghiacciai'

Emerge dai monitoraggi della IV edizione della campagna internazionale promossa da Legambiente

(Fotogramma)
(Fotogramma)
14 settembre 2023 | 09.03
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Ghiacciai italiani, austriaci e svizzeri sono accumunati dalla stessa emorragia a causa della crisi climatica, con arretramenti delle fronti glaciali e importanti perdite di volume. Questa la fotografia che emerge dai monitoraggi della IV edizione di 'Carovana dei Ghiacciai', la campagna internazionale promossa da Legambiente con la partnership scientifica del Comitato Glaciologico Italiano (Cgi), in collaborazione con Allianz Foundation, con partner principale Frosta, partner sostenitori Sammontana e Seiko e partner tecnico Ephoto, che quest’anno ha assunto una dimensione internazionale con la collaborazione con Cipra (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi).

Non esiste infatti confine geografico capace di rendere immuni i 'giganti bianchi': dal Ghiacciaio del Rutor (Valle d’Aosta) che dal 1865 ad oggi registra una perdita di superficie di circa 4 km², di cui 1,5 km² negli ultimi cinquant’anni al Ghiacciaio del Belvedere (Piemonte) la cui superficie dagli anni 50 ad oggi si è ridotta del 20% e ha perso fino a circa 60 metri di spessore negli ultimi 10 anni (pari ad un edificio di 20 piani). E ancora il Ghiacciaio di Dosdè Est (Lombardia) che dal 1932 si è ritirato di oltre 1 km e ha perso il 47% della sua superficie, con una perdita media di 1,6 ettari (equivalenti a circa 2,5 campi da calcio) all’anno. Il Ghiacciaio del Mandrone (Trentino-Alto Adige), parte del Ghiacciaio dell’Adamello, il più esteso ghiacciaio d’Italia, che dal 2015 ad oggi registra una perdita di 50 ettari di superficie (pari a 70 campi da calcio). E poi, oltre confine, in Austria, il Ghiacciaio Ochsentaler, tra i più estesi del gruppo del Silvretta, che dal 1850 ad oggi è arretrato di circa 2400 metri, registrando ritiri drammatici negli anni del 2018/2019 (-86,7 m) e 2021/2022 (-42,8 m). In Svizzera, il Ghiacciaio del Morteratsch, il più grande ghiacciaio del gruppo del Bernina delle Alpi grigionesi, che dal 1878 ad oggi è arretrato di quasi 3 chilometri, perdendo 23 metri solo nel 2022.

Il viaggio della Carovana dei ghiacciai, dal 20 agosto al 10 settembre, ha attraverso l'alta quota con escursioni che hanno percorso circa 72 chilometri con un dislivello di 4000 metri e incontri che hanno coinvolto cittadini, istituzioni volontari ed esperti. “Si conclude la IV edizione di Carovana dei ghiacciai 2023 - dichiara Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente Cipra Italia - Un viaggio che con orgoglio abbiamo portato oltre confine, toccando con mano le perdite record dei ghiacciai europei causate dal riscaldamento globale e riflettendo, chiamando a raccolta molti tra i maggiori esponenti del mondo della ricerca scientifica internazionale, sugli effetti che ne derivano in termine di sicurezza, economia e ambiente”.

Non solo monitoraggi, conferenze stampa, momenti d’arte. La 'Carovana dei Ghiacciai 2023' è stata un’occasione per promuovere la 'Carta di Budoia per l’adattamento locale ai cambiamenti climatici', dichiarazione volontaria dei comuni alpini, promossa dalla Delegazione italiana in Convenzione delle Alpi e dal Network di comuni Alleanza nelle Alpi in Italia, che ha l’obiettivo di fare delle Alpi un territorio esemplare nel settore della prevenzione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Con essa i firmatari si impegnano ad attuare misure locali di adattamento ai cambiamenti climatici nell’ambito delle attività di pianificazione di competenza dell’amministrazione comunale, a porre in essere azioni volte a valutare i potenziali rischi e opportunità dei cambiamenti climatici per il territorio comunale, a promuovere il dibattito pubblico e aumentare la consapevolezza di cittadini circa rischi e opportunità connesse ai cambiamenti climatici a livello locale. “La Carovana dei ghiacciai è stata un'occasione per far incontrare gli operatori glaciologici con le popolazioni locali, commentare con loro l’attuale drammatica situazione dei ghiacciai alpini e valutare i possibili scenari evolutivi dell’alta montagna - commenta Marco Giardino, vicepresidente del Comitato Glaciologico Italiano e docente di geomorfologia all’Università di Torino - Un dialogo indispensabile per elaborare soluzioni alla crisi climatica che siano fondate su dati scientifici, realmente incisive e condivise sul territorio”.

"Sei tappe lungo i ghiacciai dell’arco alpino ci hanno permesso, come Frosta, di vedere da vicino lo stato reale delle nostre montagne e delle riserve idriche - aggiunge Gianluca Mastrocola, ad Frosta Italia - Anche questa VI edizione della Carovana è stata un’occasione di formazione e di presa di coscienza, a cui siamo orgogliosi di partecipare e di essere parte attiva: ora più che mai è necessario che ciascuno faccia la propria parte nell’attenzione verso l’ambiente, azioni quotidiane, il supporto alla ricerca e la divulgazione. Abbiamo iniziato a luglio con la donazione del pluviometro al Laboratorio di Climatologia Alpina sul Monte Rosa, e la partecipazione alla Carovana perché è importante conoscere lo stato di emergenza del nostro arco alpino a cui non è possibile rimanere indifferenti”.

"Gli effetti allarmanti del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini evidenziano l'urgente necessità di affrontare la crisi climatica globale - osserva Esra Kücük, Ceo Allianz Foundation - La prevista scomparsa di questi ghiacciai rappresenta una minaccia per le risorse idriche locali, la biodiversità e i mezzi di sussistenza, rendendo necessaria un'azione immediata. La Carovana dei Ghiacciai sta svolgendo un ruolo cruciale nell'unire le comunità locali, gli scienziati e la società civile per affrontare questa sfida critica, combinando prospettive culturali e ambientali. Per questo motivo noi della Fondazione Allianz abbiamo lanciato l'Appello per le Culture del Clima, con l'obiettivo di promuovere il cambiamento culturale e migliorare le condizioni di vita delle generazioni future".

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