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Riforma fiscale, "Iva zero e contribuenti esteri: i piani del governo"

Le misure illustrate dal vice ministro dell'Economia Maurizio Leo

Riforma fiscale,
11 maggio 2023 | 17.37
LETTURA: 2 minuti

Cooperative compliance anche per le persone fisiche per attrarre i contribuenti esteri, aliquota Iva a zero: sono queste alcune delle misure nel cantiere della riforma fiscale esposte dal vice ministro dell'Economia Maurizio Leo al convegno sulla delega fiscale organizzato dal gruppo 'Sole 24 Ore' con il dipartimento di Economia aziendale dell'Università di Roma Tre e il professore ordinario di Diritto tributario Giuseppe Marini.

Il tutto ovviamente vincolato alle risorse da reperire nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza di settembre. "L'aliquota zero" per l'Iva "è un obiettivo, vediamo come affrontarlo", ha sottolineato spiegando che la misura rientra nel "secondo segmento della riforma , è legato ai tributi per i quali dobbiamo necessariamente trovare le risorse perché non dobbiamo fare fughe in avanti". Le coperture emergeranno nella Nadef, mentre i primi 4 miliardi per la riduzione della pressione fiscale sono già stati individuati nel Def dello scorso aprile.

Tra le misure allo studio anche l'estensione del "meccanismo di cooperative compliance per le persone fisiche per dare certezza alla persona fisica che viene in Italia, è qualcosa che rende attrattivo il nostro paese che oltre al cibo e alla cultura ha anche un bel sistema fiscale", prosegue ancora Leo.

Focus anche sugli sgravi fiscali per il rientro di società dall’estero o l’ingresso di nuove società. "Già sappiamo che se un’impresa viene in Italia con gli asset che aveva all’estero, a determinate condizioni, può riportarli non sulla base dei valori contabili ma di quelli correnti di mercato. Unire a questo una riduzione di aliquota per attrarre capitali penso si possa fare", osserva. Ma il governo punta ad attrarre anche chi vuole aprire nuove società comprando beni in Italia. in questo caso, evidenzia Leo, "oltre a ridurre l’aliquota, si può pensare anche a una posta a titolo di avviamento per riconoscere in un certo lasso temporale anche inferiore rispetto ai 18 anni un elemento aggiuntivo che possa poi concorrere ad aumentare le agevolazioni per attrarre capitali esteri".

Da parte sua l'Agenzia delle Entrate darà tutto il supporto tecnico necessario al governo per mettere a segno la riforma e semplificare la giungla di un corpus normativo fatto di circa 800-900 leggi. "Ci siamo divertiti con il vice ministro all'Economia Leo a contare, ci sono circa 800 e 900 leggi vigenti. Al di là di partecipare a 'Rischia tutto' a poco servono per la crescita economica e rendono frustrante e snervante l'attività professionale", ha detto da parte sua il direttore delle Entrate Ernesto Maria Ruffini. "Mettere in ordine le norme e i testi unici è la parte più importante di tutta la delega", aggiunge. E conclude questa riforma "non è maquillage, ma sostanza".

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