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Donald Trump, a New York il processo più delicato

In gioco il suo impero e il suo brand

Donald Trump (Afp)
Donald Trump (Afp)
02 ottobre 2023 | 19.42
LETTURA: 2 minuti

Donald Trump ormai è abituato ad essere al centro di ricorsi legali, ma il processo civile iniziato oggi a New York è differente dagli altri, perché mette a rischio il suo stesso impero economico e immobiliare. La causa per frode, per la quale la procuratrice generale di New York, Letitia James, chiede un risarcimento di 250 milioni di dollari, va a colpire due delle cose più importanti per il tycoon, i suoi figli - che sono co-imputati - e il suo 'brand', quindi la sua stessa immagine di imprenditore di successo sulla quale ha giocato anche per la sua carriera politica.

L'accusa

L'accusa di James a Trump è di aver manipolato, gonfiato per anni il valore delle sue proprietà, per ottenere vantaggi con i prestiti con le banche, le assicurazioni e le tasse, con dichiarazioni che il giudice Arthur Engoron ha già riconosciuto come fraudolenti. Ma il pericolo maggiore per Trump e il suo impero viene dalla richiesta, ribadita oggi in aula dai procuratori, di vietare al tycoon e ai suoi figli di continuare a condurre affari nello stato di New York.

"Anno dopo anno, prestito dopo prestito, gli imputati hanno manipolato il valore dei beni di Mr Trump per mantenere interessi favorevoli - ha detto in aula il procuratore Kevin Wallace - se una cosa è esagerare per entrare nella classifica di Forbes, non si può farlo mentre fai affari nello stato di New York".

Una richiesta del genere, che il giudice ha già parzialmente accolto, colpirebbe al cuore la struttura stessa della Trump Organization, che ha il suo quartiere generale e le principali proprietà a New York, sarebbe un terremoto 'personale' per Trump e famiglia. "Lui può anche vivere ora in Florida e trascorrere gran parte del suo tempo in New Jersey, ma rimane un newyorkese, per lui sarebbe un'enorme sconfitta", spiega a Nbcnews Jack O’Donnell, ex manager dei casinò di Trump.

La difesa

Anche la linea di difesa che è emersa oggi dalle dichiarazioni iniziali dei legali di Trump confermano come in questo processo si intenda difendere il brand di successo del tycoon. "Il presidente Trump ha fatto miliardi di dollari costruendo uno degli imperi immobiliari di maggior successo nel mondo - ha detto l'avvocato Chris Kise - ha costruito una fortuna avendo letteralmente ragione sugli investimenti immobiliari".

E lo stesso Trump, nelle dichiarazioni alla stampa prima di entrare in aula durante le quali ha denunciato che "non c'è stato crimine, il crimine è contro di me perché abbiamo una procuratrice corrotta", ha detto che le sue "dichiarazioni finanziarie sono fenomenali". "Le banche si sono sorprese di essere state coinvolte", ha aggiunto riferendosi al fatto che la difesa chiamerà a testimoniare alcuni istituti di credito che gli hanno concesso prestiti. "Sono state ripagate in tempo, nessun default, siamo stati clienti perfetti, le banche hanno avuto indietro i loro soldi", ha aggiunto.

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