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Nato: "Ucraina può vincere guerra". Stoltenberg a Kiev: "Altri aiuti in arrivo"

Kiev: "Respinti 55 attacchi nel Donetsk". Tre giornalisti arrestati in Russia

Jens Stoltenberg e Volodymyr Zelensky
Jens Stoltenberg e Volodymyr Zelensky
29 aprile 2024 | 10.26
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La vittoria dell'Ucraina nella guerra contro la Russia è ancora possibile. Ne è convinto Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, che è stato ricevuto a Kiev dal presidente Volodymyr Zelensky. La visita del numero 1 dell'Alleanza arriva in un momento cruciale del conflitto. Kiev attende l'arrivo delle armi garantite dagli Stati Uniti con l'ok all'ultimo pacchetto di aiuti da 60 miliardi di dollari. Washington, che ha già cominciato a fornire missili Atacms a lungo raggio, in un'ulteriore fornitura da 6 miliardi metterà a disposizione dell'Ucraina anche sistemi Patriot.

''La situazione è difficile, ma non è troppo tardi perché l'Ucraina prevalga" sulla Russia, dice Stoltenberg, sottolineando che ''è importante tornare di nuovo a Kiev e incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky''. Su 'X' Stoltenberg promette che ''è in arrivo un ulteriore sostegno''. Inoltre ''la Nato si sta impegnando a lungo termine, mettendo l'Ucraina su un percorso irreversibile verso l’Alleanza'', scrive in un post.

"Gli alleati della Nato non hanno mantenuto ciò che avevano promesso" all'Ucraina. "Gli Stati Uniti hanno trascorso mesi senza concordare un pacchetto per l’Ucraina e gli alleati europei non hanno consegnato la quantità di munizioni promessa", dice Stoltenberg.

"Ciò ha avuto gravi conseguenze sul campo di battaglia - prosegue - la mancanza di munizioni ha consentito ai russi di avanzare". "La mancanza di una linea di difesa aerea ha reso possibile che più missili russi colpissero gli obiettivi - dice - la mancanza di capacità" di tiro a lunga gittata "ha permesso ai russi di concentrare più forze. Ora ne vediamo le conseguenze. E' estremamente importante che nelle ultime due settimane abbiamo assistito ad alcuni cambiamenti molto importanti: il grande annuncio degli Stati Uniti di 61 miliardi di dollari è davvero significativo; il Regno Unito ha annunciato il suo pacchetto più grande di sempre, comprese le difese aeree e milioni di munizioni; molti altri alleati si fanno avanti con diversi tipi di annunci. Ora la nostra responsabilità è garantire che questi annunci si trasformino in consegne reali, consegne fisiche o armi e munizioni, il più presto possibile".

"Di questo lavoro logistico - ha continuato - l'attuazione pratica della consegna di munizioni e armi all'Ucraina, è responsabile il comandante delle forze Usa in Europa. Sono in contatto regolare con lui ed è molto consapevole dell'urgenza: fanno tutto il possibile per assicurarsi che gli annunci si trasformino in consegne il più rapidamente possibile, perché il tempo conta, ogni giorno conta. Dobbiamo essere onesti e dobbiamo renderci conto che, quando non consegniamo, quando ritardiamo le forniture, è una questione di vita o di morte, che ha conseguenze reali. Quando non otteniamo i risultati che dovremmo, sono gli ucraini che ne pagano il prezzo", afferma. "Sono chiaro: se gli alleati si trovassero a dover scegliere tra raggiungere gli obiettivi di capacità della Nato o sostenere l’Ucraina, dovrebbero sostenere l’Ucraina" inviando armi e "mettere in atto piani per ricostituire le proprie scorte", perché "le scorte si possono ricostituire e verranno ricostituite, ma le vite perse non potranno mai essere recuperate", dice il segretario generale della Nato in conferenza stampa.

"Per ricostituire le nostre scorte dobbiamo produrre di più, quindi sono lieto che gli alleati stiano intensificando la produzione per la difesa. Gli alleati - continua rivolgendosi a Zelensky - hanno ascoltato il suo chiaro appello e hanno accettato di intensificare il nostro sostegno. Accogliamo con favore il fatto che gli Stati Uniti abbiano ora approvato un nuovo importante pacchetto che prevede oltre 60 miliardi di dollari di aiuti, tra cui mezzi per la difesa aerea e munizioni di artiglieria". "Il Regno Unito - aggiunge - ha appena annunciato la sua più grande consegna mai realizzata, tra cui dozzine di imbarcazioni da combattimento, centinaia di veicoli, migliaia di missili e milioni di munizioni. La Germania consegnerà un ulteriore sistema Patriot, i Paesi Bassi contribuiscono con altri 4 miliardi di euro. Altri alleati stanno valutando cosa possono fare di più e mi aspetto di vedere presto nuovi annunci. Stiamo lavorando duramente per soddisfare le urgenti necessità dell'Ucraina".

"Il posto giusto per l'Ucraina è nella Nato. L'Ucraina diventerà membro della Nato. Il lavoro che stiamo intraprendendo ora vi mette su un percorso irreversibile verso l'adesione alla Nato", ribadisce. "Gli alleati - afferma - hanno già concordato di pianificare un maggiore ruolo della Nato nel coordinamento dell'assistenza alla sicurezza e all'addestramento per l'Ucraina. Credo che abbiamo bisogno anche di un importante impegno finanziario pluriennale, per sostenere il nostro supporto e dimostrare che il nostro sostegno all'Ucraina non è a breve termine e ad hoc, ma a lungo termine e prevedibile. Mosca deve capire che non può vincere e non può aspettare che ci stanchiamo", conclude.

La Russia avanza ancora

Sul campo, la Russia rivendica il controllo della località ucraina di Semenivka, nel Donetsk, non lontano da Avdiivka. La località è stata "liberata", riferisce l'agenzia russa Tass citando il ministero della Difesa di Mosca. Mentre il comandante delle Forze Armate ucraine, Oleksandr Syrsky, conferma - come riporta Interfax Ukraine - che "unità delle forze di difesa, a tutela della vita e della salute" dei militari, "si sono spostate verso nuove linee a ovest di Berdychi, Semenivka e Novomykhailivka".

L'Ucraina intanto rende noto di aver sventato 55 attacchi russi in diversi villaggi a nord e ad ovest di Novobakhmutivka, nella regione orientale di Donetsk. Tra questi c'era Ocheretyne, dove domenica sono stati segnalati pesanti combattimenti.

Negli ultimi giorni il fronte orientale del Donetsk è diventato particolarmente caldo, con Kiev che ha ammesso un peggioramento della situazione in prima linea, mentre attende le armi che gli Stati Uniti si sono impegnati a inviare.

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