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Israele-Hamas, media: "Verso ripresa colloqui in Qatar"

Secondo funzionari i negoziati potrebbero riprendere domani o lunedì a Doha. A Gaza sbarcati tutti gli aiuti della nave Open Arms

Macerie a Gaza - (Afp)
Macerie a Gaza - (Afp)
16 marzo 2024 | 08.29
LETTURA: 3 minuti

Potrebbero riprendere domani pomeriggio, o lunedì, i colloqui a Doha, in Qatar, per arrivare a un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e al rilascio degli ostaggi trattenuti nell'enclave palestinese dall'attacco del 7 ottobre in Israele. Lo affermano funzionari egiziani in dichiarazioni rilanciate dal Times of Israel.

In precedenza la tv satellitare al-Arabiya, citando funzionari egiziani parlava di "ostacoli" che impediscono di arrivare a un accordo. Stando alle fonti, rilanciate anche dai media israeliani, "Hamas non ha detto quanti ostaggi siano ancora vivi e Israele non accetterà di consentire a tutti gli sfollati palestinesi nel sud della Striscia di Gaza di tornare liberamente nel nord".

Intanto la nave Open Arms ha sbarcato a Gaza tutto il suo carico di 200 tonnellate di aiuti alimentari. "Tutto il carico è stato scaricato e viene preparato per la distribuzione a Gaza", afferma un comunicato dell'Ong World Central Kitchen che ha fornito il carico, citato da Times of Israel. L'Ong ha approntato un molo galleggiante per permettere alla chiatta piena di aiuti di approdare a Gaza in un'area senza infrastrutture portuali. Non è chiaro in che modo gli aiuti verranno distribuiti, in una situazione di conflitto in cui è difficile assicurare che il cibo arrivi a tutti quanti ne hanno bisogno. La nave è la prima arrivata attraverso il corridoio marittimo da Cipro verso Gaza. Secondo il sito di Wck, il carico comprende 200 tonnellate di riso, farina, legumi, verdura in scatola e proteine. Sono in corso i preparativi per l'invio di una seconda nave.

A Gaza oltre 31.500 morti

Supera i 31.500 morti il bilancio nella Striscia di Gaza dallo scorso 7 ottobre, quando sono iniziate le operazioni militari israeliane contro Hamas in risposta all'attacco in Israele. Il nuovo bollettino del ministero della Salute di Gaza, dal 2007 sotto il controllo di Hamas, parla di 31.553 morti, 63 dei quali in 24 ore. I feriti, riporta la tv satellitare al-Jazeera sulla base delle notizie diffuse da Gaza, sono 73.546.

Scholz in Giordania, poi andrà in Israele

Missione di due giorni in Medio Oriente per Olaf Scholz. Il cancelliere tedesco arriverà nelle prossime ore in Giordania per poi spostarsi in Israele, come ha confermato il portavoce del governo Steffen Hebestreit. Si tratta del secondo viaggio di Scholz nella regione dall'attacco del 7 ottobre di Hamas in Israele.

In Giordania è in programma un incontro con re Abdullah II. Domani Scholz si recherà in Israele dove ha in agenda un colloquio con il premier Benjamin Netanyahu e un faccia a faccia con il presidente Isaac Herzog. L'agenzia tedesca Dpa sottolinea come non sia stato ancora organizzato un incontro con rappresentanti dell'Autorità palestinese.

Houthi lanciano 3 missili antinave dallo Yemen

I ribelli Houthi, che da anni l'Iran è accusato di sostenere, hanno lanciato dallo Yemen tre missili antinave in direzione del Mar Rosso. "Tra le 20.30 e le 22.50 del 15 marzo, ora di Sana'a, i terroristi Houthi sostenuti dall'Iran hanno sparato tre missili balistici antinave da zone dello Yemen sotto il controllo degli Houthi in direzione del Mar Rosso", ha segnalato nelle ultime ore il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom). Su X si precisa che "non sono stati segnalati feriti né danni da navi Usa, della coalizione o commerciali".

Secondo quanto ha riferito il canale Al Mayadeen, citando fonti anonime, pochi giorni fa c'è stato un incontro tra rappresentanti di fazioni palestinesi, anche di Hamas, e gli Houthi dello Yemen. Si sono visti per "coordinare" le "azioni" e gli Houthi hanno assicurato a esponenti di Hamas, Jihad Islamica e Fronte popolare per la liberazione della Palestina che proseguiranno gli attacchi nel Mar Rosso.
Il luogo dell'incontro non è stato rivelato. Secondo le fonti, i colloqui rientrano nei preparativi per una possibile escalation del conflitto durante il mese di Ramadan, appena iniziato, e in vista di una possibile offensiva di terra israeliana a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.

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