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Mestieri: a Berlino raduno di falegnami, mantenere titolo 'maestro'

05 agosto 2015 | 16.21
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Raduno internazionale, a Berlino, tra i falegnami tedeschi, austriaci, svizzeri e altoatesini, per il tradizionale 'Incontro dei quattro Stati'. Un’occasione per affrontare la situazione della categoria in ambito continentale e nazionale. Ad emergere il quadro di una professione in ripresa, benché ancora penalizzata - è il monito che è stato lanciato - "da condizioni inadeguate a livello locale e da un marcato immobilismo politico". Comune, inoltre, l’impegno per il mantenimento del titolo di 'Maestro' come cruciale qualifica professionale.

Tre i rappresentanti dei Falegnami lvh.apa Confartigianato di Bolzano presenti al convegno: il vicepresidente della sezione di mestiere, Matthias Prast, il componente della consulta di mestiere, Harald Laimer, e il segretario provinciale della sezione di mestiere, Wolfgang Egger. Nel corso dell’incontro, i rappresentanti altoatesini hanno avuto modo di descrivere la realtà provinciale, caratterizzata complessivamente da oltre 600 falegnamerie e da una presenza piuttosto ben radicata sul territorio, come confermato dall’esistenza di un’impresa di settore nel 90% dei 116 comuni altoatesini. Dei 47.725 collaboratori impegnati nell’artigianato altoatesino, quasi 2.800 lavorano all’interno di una falegnameria.

Per quanto concerne invece le dimensioni delle aziende, i rappresentanti di lvh.apa hanno potuto presentare un quadro in espansione: se circa il 40% delle ditte occupa tra uno e cinque dipendenti, nell’ultimo quinquennio si è infatti registrata una crescita abbastanza marcata per quanto concerne le imprese che impiegano tra i 10 e i 15 addetti.

Prast, Laimer ed Egger hanno infine sottolineato le principali problematiche del proprio mestiere, evidenziando in particolare l’eccessivo carico fiscale, le difficoltà nell’ottenimento dei finanziamenti e nella ricezione dei pagamenti, la non sempre adeguata efficienza dei costi e le difficoltà registrate tanto con il marketing quanto con l’acquisizione di nuovi clienti.

Una serie di problematiche condivisa in gran parte con gli altri Paesi europei presenti al convegno, sottolineano i rappresentanti, durante il quale si è anche avuto modo di evidenziare come "le inadeguate condizioni esistenti a livello locale e il marcato immobilismo evidenziato dai rappresentanti politici finiscano per penalizzare ulteriormente il settore".

Nel corso della discussione allargata, si sono successivamente affrontate tematiche di grande rilevanza, come ad esempio quella relativa alle strategie nazionali nei settori della tecnica della produzione, della formazione o della qualificazione professionale. Proprio in quest’ultimo ambito grande attenzione è stata riservata al titolo di 'Maestro', una qualifica storica soprattutto in Germania e recentemente messa in discussione. “Tutti i presenti si sono trovati concordi - hanno affermato i rappresentanti della delegazione altoatesina - sulla necessità di mantenere questo importante titolo. Una qualifica di grande tradizione all’interno dell’universo di madrelingua tedesca e che anche in Alto Adige sta trovando importanti e costanti conferme nell’ottica di un artigianato all’insegna della qualità e dell’affidabilità”.

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