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Terremoto: l'adunata riporta a L'Aquila gli Alpini impegnati nei soccorsi

04 aprile 2015 | 16.11
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Ben 1000 militari accorsero nel 2009 a L'Aquila sin dalla mattina del 6 aprile, furono predisposte 10.000 razioni di viveri e organizzate tendopoli a Collemaggio, San Demetrio, Montecchio e Onna, epicentro del sisma

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(Infophoto)

Questa volta gli Alpini tornano a L'Aquila per far festa. A metà maggio, con l'Adunata nazionale dell'Ana, tanti aquilani si ritroveranno con le 'penne nere' che quel 6 aprile, giorno del terremoto, li hanno soccorsi insieme agli altri militari dell'Esercito impegnati da quel giorno fino al 31 dicembre dello scorso anno.

Ben 1000 militari accorsero a L'Aquila sin dalla mattina del 6 aprile, furono predisposte 10.000 razioni di viveri e organizzate tendopoli a Collemaggio, San Demetrio, Montecchio e Onna, epicentro del sisma. Alcuni feriti furono immediatamente trasportati all'ospedale militare Celio a Roma. Cinque giorni dopo l'evento erano in attività 1406 gli uomini dell'Esercito a L'Aquila, 9 gli elicotteri, due aerei per il trasporto malati, oltre 40 mezzi speciali del Genio per la rimozione delle macerie e oltre 170 veicoli per trasporto tattico.

"I militari, in quel momento, erano vittime e soccorritori. Colpiti dal sisma insieme alle loro famiglie, in tanti fuori dalle loro case ma contemporaneamente soccorritori della popolazione", spiega all'Adnkronos il colonnello Massimo Iacobucci, comandante del 9° Reggimento Alpini L'Aquila, in prima linea fino a dicembre scorso per presidiare e garantire la sicurezza del centro storico de L'Aquila. Ora "si sta procedendo alla ricostruzione della città, la zona rossa - prosegue il colonnello - è stata messa in totale sicurezza per cui non c'è più la necessità del presidio del personale militare".

"Essendo abruzzese - aggiunge il comandante del 9° Alpini - mi colpisce molto vedere che non esiste più il centro storico della città. E pensare che era un centro vivo". Quanto all'appuntamento di metà maggio, Iacobucci dice che "questa adunata avrà un significato molto particolare. Gli Alpini saranno accolti con molto affetto dalla popolazione".

"Molti di quelli che verranno a L'Aquila furono impiegati nella fase emergenziale post terremoto. Tra loro molti ex alpini dell'Associazione nazionale, che torneranno nelle zone dove, nel 2009, hanno costruito tendopoli e hanno dato soccorso la popolazione. Fu proprio l'Ana a ricostruire a Fossa un villaggio di 33 casette e una chiesa intitolata a San Maurizio, protettore degli alpini.

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