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Scuola: Roma, flash mob per nido 'a misura di bambino'

15 aprile 2015 | 11.15
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Una maestra ogni 10 bambini? E' inaccettabile e i genitori manifestano davanti al nido S. Gregorio al Celio. La richiesta al Comune è di rivedere con urgenza le misure adottate

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(Infophoto)

Una maestra ogni 10 bambini? E' inaccettabile ed è per questo che a Roma, davanti al nido San Gregorio al Celio, dei genitori hanno manifestato dando vita ad un vero e proprio flash mob. “Ci siamo ritrovati stamani alle 8 fuori dal nido San Gregorio al Celio nel centro di Roma e abbiamo dimostrato il nostro dissenso verso il modello organizzativo del servizio adottato in via unilaterale dal Comune di Roma mediante le deliberazioni 236 e 309 del 2014. Con cartelli e con letture recitate di attori e attrici abbiamo voluto dare simbolicamente voce al disagio che i più piccoli vivono nei servizi educativi di Roma Capitale” si legge nella nota dell'associazione dei Genitori Roma Nidi e Materne, che aggiunge: “L'azione di questa mattina è solo la prima di una serie di iniziative che si terranno nei prossimi giorni fuori da nidi comunali”.

“Chiediamo al Comune di rivedere con urgenza le misure adottate, che nei pochissimi giorni di applicazione hanno già mostrato tutte le loro debolezze, in particolar modo la normalizzazione di situazioni di 'fuori rapporto' rispetto a quanto stabilito ad oggi dalle norme vigenti, arrivando a limiti inaccettabili di una educatrice per 10 bambini in età compresa tra 4 e 36 mesi. Un limite enorme - sottolineano i genitori - alla realizzazione del progetto educativo che il nido dovrebbe garantire ai nostri piccoli, perché vengono penalizzati quei momenti privilegiati tra educatrice e bambino nel lavoro per piccoli gruppi e tra educatrice e famiglia nei momenti di accoglienza e congedo”.

“Chiediamo poi una parola chiara da parte delle istituzioni sull'apertura del servizio nel mese di luglio perché non vorremmo, come è accaduto in passato, che l'accesso sia limitato alle sole strutture private convenzionate” hanno aggiunto i genitori, che concludono “Le istituzioni di una città che dicono essere 'a misura di bambino', che si dicono aperte ad una amministrazione 'condivisa', stanno disinvestendo sul futuro dei propri cittadini. E' necessario che trovino il modo di confrontarsi anche con i genitori per quanto riguarda l’organizzazione e la gestione del servizio educativo. I genitori ci sono”.

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