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A Sanremo l'omaggio a Manzi All'Ariston show delle Kessler

19 febbraio 2014 | 21.56
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La seconda puntata del Festival è aperta con un omaggio al maestro Alberto Manzi: l'attore Claudio Santamaria ha letto una lettera del 1977 che l'insegnante aveva scritto per congedarsi da una classe di quinta elementare. Nella lettera, il maestro esorta gli studenti a coltivare "l'affetto verso tutte le cose, gli animali e le genti che è già in voi e sempre deve rimanere in voi", auspicando "che abbiate capito quel che ho cercato sempre di farvi comprendere: non rinunciate mai, per nessun motivo, sotto qualsiasi pressione, ad essere voi stessi. Siate sempre padroni del vostro senso critico, e niente potrà farvi sottomettere".

"Alberto Manzi - ha detto Fazio in apertura di puntata - ha insegnato a leggere e a scrivere a milioni di italiani, in un momento in cui in Italia era diffusissimo l'analfabetismo". Santamaria sarà sul piccolo schermo il 24 e 25 febbraio prossimi, in una fiction dedicata al celebre maestro noto anche per essere stato il conduttore della trasmissione televisiva 'Non è mai troppo tardi', trasmessa fra il 1959 ed il 1968. "Interpretando questo personaggio ho capito l'importanza dell'educazione e della scuola - ha detto Santamaria - bisogna insegnare ai bambini a pensare con la propria testa e dare loro gli strumenti per capire la realtà che li circonda".

Sul palco dell'Ariston sono poi salite per la prima volta le gemelle Kessler che hanno riproposto- nell'ambito delle celebrazioni dei 60 anni della televisione - uno delle loro più noti classici: la sigla di 'Canzonissima' 1969. Le due sorelle hanno ballato e cantato 'Quelli belli come noi' e per l'occasione si è unita a loro Luciana Littizzetto.

Prima dell'inizio della seconda serata, Fabio Fazio, in collegamento in diretta con il Tg1, ha bollato come ''un'accusa infamante'' le insinuazioni sul fatto che il blitz dei disoccupati della serata inaugurale potesse essere stato preparato.

"Qualcuno dice che il fuori programma fosse preparato", lo ha incalzato Vincenzo Mollica. "Uno lo dice", ha risposto il conduttore, riferendosi con tutta probabilità a Beppe Grillo che ha sparato a zero sull'episodio: "Ieri sera ero a farmi prendere per il culo da Fazio, con i due finti operai che si volevano buttare di sotto...".

"E' un'accusa infamante, che non tiene conto della storia e della rispettabilità delle persone. C'è tanta rabbia che se ne deduce l'impossibilità di credere che esistono persone perbene, che mai farebbero certe cose semplicemente perché non si fanno".

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