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Aborto: senatori Pd, troppi medici obiettori, applicazione 194 a rischio

17 aprile 2014 | 15.27
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Roma, 17 apr. (Adnkronos Salute) - "Attualmente, in Italia, il ricorso all'obiezione di coscienza ha assunto dimensioni tali da non consentire l'accesso ad un adeguato servizio per le donne che decidono di interrompere una gravidanza. Infatti, nel corso degli ultimi anni, sull'intero territorio nazionale si è passati dal 58,7% di ginecologi obiettori del 2005, al 69,3% nel 2010 e nel 2011, con una percentuale di obiettori tra gli anestesisti del 47,5 % nel 2011". Lo afferma in un'interrogazione rivolta al ministro della Salute Lorenzin, il senatore del Partito democratico Mario Morgoni, primo firmatario del documento sottoscritto anche dai colleghi Amati, De Monte, Di Giorgi, Fabbri, Giacobbe, Pezzopane, Puppato, Sollo, Valentini e Verducci.

"Per arginare il fenomeno dell'obiezione - afferma Morgoni - chiediamo al ministro della Salute di attivarsi per garantire una piena attuazione della legge 194 sull'intero territorio nazionale, assicurando che ogni struttura pubblica o privata accreditata sia dotata di strumenti e di personale atti a garantire pienamente il servizio e di conoscere le strutture pubbliche e private accreditate nel territorio nazionale in cui risultino non essere garantiti il rispetto e la piena applicazione della legge".

L'obiezione di coscienza - rileva il documento - sta minando l'efficacia stessa della legge 194 ("Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza") che ha, invece, portato in questi anni ad un netto calo del tasso di abortività nel nostro Paese. Il fenomeno dell'obiezione è poi ancora più rilevante in alcune realtà regionali, in particolare del Sud, come la Campania, la Basilicata, il Molise e recentemente si riscontrano difficoltà nell'applicazione della legge anche nella Regione Marche, come riconosciuto anche dallo stesso assessore regionale alla sanità, Almerino Mezzolani. (segue)

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