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Aborto Usa, contestato in un ristorante giudice Corte Suprema

11 luglio 2022 | 17.49
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Kavanauagh, il giudice nominato da Trump che ha espresso uno dei voti decisivi per i conservatori, è stato costretto ad uscire dal retro dal locale. Il ministro dell'amministrazione Biden: 'si devono aspettare proteste quando si tolgono diritti sostenuti dalla maggioranza degli americani'

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(Afp)

Il giudice conservatore Brett Kavanaugh è stato contestato da attivisti pro aborto che lo hanno 'sorpreso' a cena in un ristorante nel centro di Washington. Il giudice, che fu al centro di una controversa nomina da parte di Donald Trump alla Corte Suprema, a causa di accuse di molestie sessuali che avrebbe commesso quando era al liceo, e che ha espresso uno dei voti decisivi a far annullare il diritto all'aborto, è stato costretto ad uscire dal retro di "Morton's the Steakhouse", dopo che una folla di dimostranti si era radunata di fronte al ristorante.

La contestazione in ristoranti ed altri luoghi pubblici di esponenti politici sta diventando un classico dell'America sempre più polarizzata. "Dobbiamo sollevare l'inferno, nelle nostre città, in ogni ristorante dove il giudice Alito andrà a mangiare per il resto della sua vita, visto che i repubblicani hanno reso le nostre vite un inferno, è arrivato il momento di ricambiare il favore", aveva detto, subito dopo la diffusione della sentenza della Corte, la famosa comedian Samantha Bee, riferendosi al giudice che effettivamente ha scritto la sentenza con cui è stata rovesciata la Roe vs Wade, che da oltre 50 anni legalizzava a livello nazionale l'aborto.

Proprio durante le audizioni di conferma di Kavanaugh - che nel 2018 furono caratterizzate da un enorme movimento di protesta delle donne a sostegno della testimone, Christine Blasey Ford, che era andata in aula ad accusare il futuro giudice di averla aggredita - il senatore repubblicano Ted Cruz fu costretto a scappare da un'uscita laterale dell'elegante ristorante del centro "Fiola", preso d'assalto dai dimostranti che scandivano 'noi crediamo alle vittime".

Sempre lo stesso anno l'allora segretaria alla Sicurezza Nazionale, Kirstjen Nielsen, fu fischiata e contestata per aver scelto di mangiare al rinomato ristorante messicano MXDC Cocina Mexicana proprio mentre l'amministrazione Trump veniva accusata di violare i diritti di messicani ed altri migranti del Centro America separando con la forze le famiglie al confine. Per lo stesso motivo, Stephen Miller, l'ideologo della politica anti immigrazione di Trump, fu accusato di essere "un fascista" da un commensale che l'aveva incontrato in un altro ristorante della capitale.

Rilanciati sui social, questi incidenti spesso diventano un episodio di cattiva pubblicità per i ristoranti coinvolti. Come sta succedendo a Morton che ha subito condannato le proteste: "la politica, a prescindere dalle posizioni, non dovrebbe intralciare il diritto di riunirsi e cenare"m ha scritto sui social, provocando però una serie di reazioni e commenti negativi da parte degli utenti.

Un esponente dell'amministrazione Biden, il ministro dei Trasporti Pete Buttigieg, non ha condannato le proteste pubbliche contro conservatori come Kavanaugh, soprattutto dopo "che un importante diritto che la maggioranza degli americani sostiene è stato revocato".

Il giovane ministro, ed ex candidato alla Casa Bianca, è intervenuto difendendo un tweet del marito Chasten Buttigieg, che aveva notato il giudice conservatore "voleva un po' di privacy nel prendere le sue decisioni sulla cena", con un riferimento al fatto che la sentenza della Corte nega che il diritto alla privacy protegge quello delle donne di scegliere in materia di aborto.

"Qualsiasi figura pubblica non deve essere mai esposta a violenza, intimidazioni o molestie, ma non può mai chiedere di essere esente da critiche e proteste espresse nel rispetto del primo emendamento", ha poi aggiunto il democratico.

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