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Abruzzo zona arancione, Clementi: "Si rispettino regole"

07 dicembre 2020 | 14.35
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"L'Abruzzo avrebbe i requisiti per diventare zona arancione, ma sulla base del regolamento che si è dato il Cts i requisiti vanno mantenuti per due settimane e consolidati. Fra pochi giorni, quindi, il passaggio da zona rossa a zona arancione sarebbe avvenuto. E' chiaro che chi sta sul territorio sente di più gli umori e freme per allentare le restrizioni più dure, ma una linea di indirizzo nazionale ci deve essere. Questa è la regola che vale per tutti, anche per l'Abruzzo". E' la visione di Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell'ospedale San Raffaele di Milano e docente dell'università Vita-Salute.

"Il motivo del contendere è dunque questo, un anticipo di qualche giorno", ma va considerato anche "il segnale" di rottura che si dà, ragiona commentando all'Adnkronos Salute la scelta dell'Abruzzo di 'declassarsi' autonomamente in fascia arancione senza aspettare l'ordinanza ministeriale. Decisione che ha suscitato la reazione di contrarietà espressa a livello nazionale dagli stessi ministri della Salute e degli Affari regionali Speranza e Boccia.

Abruzzo zona arancione, Speranza e Boccia: "Marsilio revochi ordinanza"

"L'Abruzzo avrebbe titolo a fare quello che il suo governatore ha richiesto, ma dovrebbe aspettare i passaggi giusti - ribadisce Clementi - Mi rendo conto che anche pochi giorni vengano considerati pesanti, visto che in ballo c'è la riapertura degli esercizi commerciali. E' comprensibile". E ancora: "Ci sono anche gli altri che aspettano - osserva- ed è ovvio che tutti scalpitino per un maggior livello di libertà, ma è anche opportuno mantenere un minimo ancora di rigore".

Sono giorni difficili "per tutti", anche se va evidenziato che nei numeri di questi giorni vediamo "una progressiva diminuzione del rapporto fra positivi e tamponi fatti e il dato più rilevante che è il continuo calo delle terapie intensive, almeno fino ad oggi. Speriamo che questo trend si mantenga", dice l'esperto.

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