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Accertamenti fisco, possono essere estesi a conti familiari

19 dicembre 2018 | 15.47
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Foto di repertorio (Fotogramma)

Il fisco, come noto, nel corso delle attività ispettive può ricostruire la base imponibile dei contribuenti anche attraverso gli accertamenti bancari e finanziari. Ma, come si legge su fiscoetasse.com, questi accertamenti possono non limitarsi ai rapporti intestati al soggetto interessato dalla verifica, potendosi estendere anche ai rapporti o ai conti cointestati o sui quali il contribuente abbia delega ad operare.
Nello specifico, come evidenziato nella circolare n. 32/E del 19/10/2006 della Direzione centrale accertamento dell’Agenzia delle entrate, il fisco può ottenere i dati finanziari di un dato soggetto oggetto di controllo sia dalle banche e da Poste Italiane S.p.A., ma anche dalle società appartenenti al cosiddetto settore parabancario (leasing, factoring, credito al consumo), dalle società finanziarie, dalle società di intermediazione mobiliare, dalle società fiduciarie, dalle società di gestione del risparmio, nonché, le informazioni riferite alle varie forme di gestione e partecipazione in organismi di investimento collettivo del risparmio. La documentazione bancaria e finanziaria utilizzata per la ricostruzione della base imponibile di un contribuente rappresenta indubbiamente un riferimento probatorio di rilevanza prioritaria, visto che proprio i dati contenuti in questi documenti consentono di palesare l’effettiva disponibilità di risorse finanziarie o la reale natura di determinate operazioni e visto inoltre l’attendibilità della fonte da cui i documenti in questione scaturiscono. Questi particolari tipi di accertamenti interessano, come previsto dalla norma, tutti i rapporti “intrattenuti” dal contribuente con i soggetti elencati in precedenza (quindi banche o altri soggetti giuridici finanziari). Ne consegue che il contribuente viene chiamato a rispondere delle operazioni di cui lo stesso risulta esserne l’autore. Accade però che il soggetto controllato possa avere delega ad operare su conti intestati a terze persone o che abbia uno o più rapporti o conti correnti cointestati. In questi casi, oltre al contribuente interessato dall’attività ispettiva, può essere interpellato dall’Agenzia delle entrate o dalla Guardia di finanza (a seconda di chi sta eseguendo il controllo) anche il titolare del conto sul quale il contribuente ha una delega ad operare, oppure il cointestatario del conto.

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