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Acqua, Cagliari e hinterland all'asciutto per 10 giorni: Idv propone class action

14 febbraio 2014 | 18.06
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Dopo la comunicazione di Abbanoa e Asl Cagliari arrivata ieri pomeriggio sul divieto di usare l'acqua nella rete idrica a Cagliari, Quartu, Selargius, Monserrato, Quartucciu, Maracalagonis ed Elmas per dieci giorni, Idv propone una class action per tutelare i diritti dei consumatori danneggiati.

"Dai rubinetti delle case di 280 mila persone, delle scuole, dei bar e dei ristoranti, degli uffici e degli ospedali scorre acqua "non idonea al consumo umano diretto e per la preparazione degli alimenti. Questa situazione assurda - dice Angelo Mascia, portavoce di Idv Sardegna -, indegna di un paese civile, si verifica negli ultimi giorni dell'amministrazione Cappellacci e a pochi mesi dalla ricapitalizzazione di Abbanoa da parte della Regione che ha sottratto ai Comuni, e con loro ai cittadini, il potere di controllo sulla gestione del servizio idrico".

Idv, in collaborazione con le associazioni a tutela dei consumatori, ha deciso di avviare una class action per l'interruzione dell'erogazione dell'acqua potabile nei comuni di Cagliari, Quartu, Selargius, Monserrato, Quartucciu, Maracalagonis ed Elmas. "I cittadini danneggiati dalla prolungata assenza di acqua potabile, in particolare coloro che operano nel settore della ristorazione come bar o ristoranti, ma anche operatori di altre attività e semplici cittadini - spiega Idv - , sono invitati a sostenere questa azione collettiva di risarcimento dei danni subiti.

Per far fronte alla crisi idrica a Cagliari e nell'hinterland, che da ieri sta provocando disagi ai cittadini, Abbanoa ha aperto in via straordinaria gli impianti di potabilizzazione di San Michele, Sestu e Simbirizzi per la consegna alla cittadinanza di acqua potabile. A partire dalle 15 di oggi, proseguendo ventiquattro ore su ventiquattro sino a quando necessario. Il servizio è attivato per far fronte alla non potabilità causata dalla torbidità dell'acqua grezza fornita ad Abbanoa, in ingresso agli impianti di potabilizzazione, che ha raggiunto parametri di 25-30 NTU (Normal Torbidity Unit) rispetto al parametro ordinario di 3-4 NTU. Qualsiasi utente può andare negli impianti e ottenere una fornitura di massimo 50 litri, tale da consentire il consumo alimentare a ciascun nucleo familiare.

Il personale Abbanoa sarà a disposizione nel punto di consegna. Per agevolare la distribuzione e la soddisfazione del maggior numero di cittadini in tempi brevi. L'acqua distribuita in rete può essere utilizzata per tutte le attività ad esclusione dell'ingerimento diretto (bere o utilizzata come ingrediente principale di pietanze come minestre, brodo, the, caffè, etc). Può essere usata per la bollitura della pasta, lavare frutta e verdura, oltre che per qualsiasi impiego domestico e per la pulizia personale.

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