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Lutto

Addio a Bob Krieger, fotografo delle star

07 maggio 2020 | 21.49
LETTURA: 3 minuti

Grande ritrattista, da Armani ad Agnelli ha immortalato il boom della moda italiana degli anni '80

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(Fotogramma)

di Paolo Martini

Il fotografo Bob Krieger, considerato uno dei più grandi ritrattisti internazionali, che ha immortalato i volti più noti della politica, dell'industria, dello spettacolo, della cultura, dello sport, della moda, è morto, improvvisamente, all'età di 84 anni mentre si trovava in vacanza a Santo Domingo ospite di amici. La notizia della scomparsa è stata confermata all'Adnkronos dall'amica e collaboratrice Maria Grazia Vernuccio, sua addetta stampa, che lo aveva sentito telefonicamente ieri sera alla vigilia della partenza in aereo per rientrare in Italia. Sarebbe dovuto atterrare a Milano, dove risiedeva, domani mattina. Krieger era stato 'costretto' a prolungare di due mesi il soggiorno a Santo Domingo a causa delle restrizioni per la pandemia da coronavirus.

Appassionato, curioso e instancabile, Krieger amava le sfide che il suo lavoro gli procurava ogni giorno, dai memorabili scatti di moda ai ritratti dal tocco inconfondibile, da Giorgio Armani a Indro Montanelli, da Bill Gates a Silvio Berlusconi, da Carla Fracci a Valentino, da Miuccia Prada a Gianni Agnelli, di cui è stato il ritrattista ufficiale negli ultimi 10 anni della sua vita.

Autore di tre copertine di "Time Magazine" (la più celebre quella che nel 1982 incoronò Armani re del nuovo fashion style), negli anni Ottanta è stato Krieger a documentare in maniera sublime il boom della moda italiana nel mondo. Corrispondente del "New York Times Magazine" per otto anni, collaboratore di testate internazionali quali "Vogue", "Esquire" e "Harper's Bazaar", art director di "Bazaar Italia" dal 1970 al 1975, Krieger ha lavorato per tutti gli stilisti mondiali dell'ultimo mezzo secolo: insieme a Armani, tra gli altri, con Valentino, Versace, Krizia, Gianfranco Ferrè, Mila Schon, Moschino, Emilio Pucci.

Nato ad Alessandria d'Egitto nel 1936, Bon Krieger ha ereditato il rigore del suo carattere dal padre prussiano e la vena artistica dalla madre, appartenente alla famiglia di pittori, librettisti, attori, artisti dei Cammarano, cui si devono parte degli affreschi della Reggia di Caserta e di Palazzo Reale e del Teatro san Carlo di Napoli.

Nel 1967 Krieger si trasferisce a Milano dove inizia la sua carriera di fotografo. In pochi anni si afferma professionalmente lavorando soprattutto nel mondo della moda e collaborando con alcune tra le più importanti griffe a livello internazionale.

Il suo talento emerge soprattutto nell'arte del ritratto fotografico, di cui era il maestro indiscusso ricercato da tante celebrità. Nel corso della sua lunga carriera ha fotografato i volti più noti dell'industria (tra cui Marco Tronchetti Provera, Luca Cordero di Montezemolo, Lapo Elkann), della politica (Francesco Cossiga, Carlo Azeglio Ciampi), dello spettacolo (Charlotte Rampling, Lang Lang, Rupert Everett, Zucchero Fornaciari, Roberto Bolle, Ermanno Olmi), della cultura (Carlo Bo, Vittorio Sgarbi, Alberto Arbasino, Gillo Dorfles, Emilio Tadini), della medicina (Christian Barnard), delle scienze (Rita Levi Montalcini, Margherita Hack), della moda (Gianni Versace, Ottavio Missoni, Enzo Rosso, Dolce e Gabbana, Linda Evangelista) e dello sport (Roberto Baggio, Fabio Cannavaro, Filippo Inzaghi, Antonio Rossi, Jury Chechi).

Negli ultimi vent'anni Krieger ha esteso la sua produzione artistica all'arte contemporanea, utilizzando gli scatti come vere e proprie tele. Le sue opere sono state esposte in diverse mostre in Italia e all'estero, ad esempio all'Imago Art Gallery di Londra (2010), a Palazzo Reale di Milano (2011) e l'ultima a Palazzo Morando a Milano (2019) dal titolo "Bob imagine" dedicata all'affermazione del made in Italy.

Ha collaborato attivamente con la Comunità di San Patrignano dove ha realizzato alcune delle sue opere, ad esempio "Victoria", scultura in legno presentata in anteprima al Salone del Mobile di Milano nel 2013.

Tra i riconoscimenti ricevuti: nel 1991 la Medaglia d'Oro del Comune di Milano, consegnata dal sindaco Paolo Pillitteri; nel 2006 Ambrogino d'Oro conferito dal sindaco di Milano Gabriele Albertini; nel 2009 l'edizione italiana del Montblanc de La Culture Arts Patronage Award; sempre nel 2009 il Premio Isimbardi.

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