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Addio a Cesare Maldini, mondo del calcio in lutto

03 aprile 2016 | 07.23
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Cesare Maldini (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

È morto a Milano l'ex ct della nazionale e campione del calcio italiano Cesare Maldini. Ottantaquattro anni, padre di Paolo, Maldini da giocatore è stato una bandiera del Milan, oltre che capitano della Nazionale. Da allenatore ha guidato sia l'Under-21 italiana che la Nazionale maggiore.

Maldini mosse i primi passi nella squadra della sua città, la Triestina, con cui esordì nel 1953 prima di passare l’anno dopo al Milan. Con i rossoneri, contribuì a mettere in bacheca quattro scudetti, una Coppa Latina e la prima storica Coppa dei Campioni del calcio italiano, sollevata a Wembley dopo aver battuto il Benfica di Eusebio. In Nazionale collezionò 14 presenze e disputò lo sfortunato Mondiale 1962 in Cile.

Chiusa la carriera da calciatore nel Torino (66/67, in totale 412 presenze in a e 3 reti), iniziò il percorso da allenatore: dopo le esperienze da secondo di Rocco al Milan (vincendo una Coppa Coppe e una Coppa Italia nel 72/73), e le panchine di Foggia, Ternana e Parma,nel 1980 entrò nei quadri tecnici federali nel ruolo di secondo di Bearzot in Nazionale, contribuendo al titolo mondiale del 1982 in Spagna. Nel 1986 gli fu affidata la guida della Nazionale Under 21 con la quale si laureò tre volte Campione d'Europa di categoria. Nel 1996 la promozione alla Nazionale maggiore che guidò nel Mondiale ’98 in Francia: dopo la sconfitta ai rigori ai quarti di finale con la Francia, Maldini rassegnò le proprie dimissioni.

Successivamente, il ritorno al Milan in qualità di coordinatore degli osservatori e di nuovo in panchina, da direttore tecnico, al fianco di Tassotti dal marzo al giugno 2001. Tornò a guidare una nazionale a fine anno, chiamato dal Paraguay: Maldini condusse i sudamericani al Mondiale di Corea del Sud e Giappone, chiusi agli ottavi per mano della Germania.

Nel 1996 il Settore Tecnico della Figc gli aveva assegnato la Panchina d’oro alla Carriera.

Commenti. Il presidente federale Carlo Tavecchio ha disposto un minuto di raccoglimento in occasione di tutte le gare in programma oggi e domani. “Ci ha lasciati – commenta Tavecchio - un grande uomo ed un protagonista assoluto del nostro calcio. Da giocatore prima e da allenatore poi ha legato in maniera indissolubile il suo nome alla storia del calcio italiano. Dopo aver alzato al cielo la Coppa dei Campioni, primo italiano a farlo, ha contribuito in panchina, con stile e professionalità esemplari, a crescere numerosi talenti azzurri, incarnando alla perfezione lo spirito ed il ruolo del tecnico federale”.

"Cesare Maldini è stato un uomo di sport esemplare e un'autentica bandiera del nostro calcio - ricorda sul suo sito il capitano della Roma, Francesco Totti -. Tutti coloro che lo hanno conosciuto profondamente ora, nel ricordarlo, ne elogiano l'umanità, la semplicità e la franchezza. Ci ha lasciato una persona che ho sempre stimato e rispettato. Abbraccio con calore suo figlio Paolo e tutti i loro cari".

Il Milan scende in campo a Bergamo contro l'Atalanta con il lutto al braccio per la scomparsa di Cesare Maldini. La squadra indosserà la maglia bianca. "Addio caro Cesare. Oggi il mondo piange un grande uomo e noi parte della nostra storia. Ci mancherai", si legge in un tweet sul profilo della società. Tra i milanisti che stanno ricordando Maldini su twitter Carlo Ancelotti, Demetrio Albertini, Umberto Gandini, Filippo Galli, Fulvio Collovati, Gian Marco Tognazzi. Cordoglio anche da parte dell'Associazione Italiana Arbitri e da tutte le istituzioni.

"F.C. Internazionale desidera comunicare il proprio cordoglio per la scomparsa di Cesare Maldini, grande avversario da giocatore e da allenatore del Milan e stimato Commissario Tecnico della nazionale italiana. Al figlio Paolo, alla moglie Marisa e a tutta la famiglia Maldini va l'abbraccio del club nerazzurro". E' quanto si legge sul sito dell'Inter.

''Oggi è un giorno triste non solo per il Milan, ma per tutto il calcio italiano. Con Cesare Maldini se ne va non soltanto un grande calciatore e un grande tecnico. Scompare un gran signore, un simbolo dei valori più alti dello sport" dichiara in una nota Silvio Berlusconi.

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