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Addio a costi nascosti e trappole, in arrivo le nuove regole per lo shopping on line

09 giugno 2014 | 12.38
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Dal diritto di recesso ai rimborsi più veloci: dal 14 giugno entrano in vigore sui contratti stipulati le norme approvate nel febbraio scorso dal precedente governo Letta. L’Antitrust potrà multare fino a 5 milioni di euro le imprese che non le rispettano

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(Infophoto)

Novità in arrivo a tutela dei consumatori. Entrano in vigore, sui contratti stipulati dal prossimo 14 giugno, le norme previste nello schema di decreto legislativo, approvato nel febbraio scorso dal precedente governo Letta, per il recepimento della direttiva europea 2011/83.

Molte le novità soprattutto per i contratti a distanza, stipulati via Internet o, in ogni caso, fuori dai locali commerciali.

Di seguito i punti principali del ‘vademecum’ stilato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che è chiamata a vigilare sull’applicazione delle nuove norme e a sanzionare eventuali pratiche commerciali scorrette (SUL SITO DELL’AUTORITY IL TESTO COMPLETO).

Mai più costi nascosti e ‘trappole’ su Internet. Prodotti come oroscopi, ricette, suonerie e giochi elettronici non potranno più essere pubblicizzati come ‘gratis’ salvo poi nascondere costosi abbonamenti.

Contratti telefonici validi solo dopo la firma. Per i contratti a distanza che vengono conclusi per telefono, l’impresa deve confermare l’offerta al consumatore che è vincolato solo dopo averla firmata o dopo averla accettata per iscritto anche con firma elettronica.

Prezzi trasparenti e comprensivi di tutte le voci.

Diritto di recesso: 14 giorni per ripensarci. Il tempo a disposizione del consumatore per esercitare il diritto di recesso nel caso di vendite a distanza (su internet, via telefono e, in genere, fuori dal negozio) passa da 10 a 14 giorni.

Rimborsi più veloci in caso di recesso. Se il consumatore esercita il diritto di recesso, dovrà ricevere il rimborso di quanto pagato entro i 14 giorni successivi, con lo stesso strumento di pagamento utilizzato per l’acquisto.

Informazioni chiare sui costi della restituzione della merce. Se - in seguito all’esercizio del diritto di recesso - il venditore vuole addebitare al consumatore i costi della restituzione del bene, deve informarlo dell’esistenza dei costi stessi indicando il costo massimo.

L’Antitrust potrà comminare sanzioni fino a 5 milioni di euro alle imprese che non rispettano la nuova normativa.

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