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Addio al mezzosoprano Teresa Berganza, artista dal canto aristocratico

13 maggio 2022 | 16.14
LETTURA: 4 minuti

Si è spenta oggi a Madrid dove era nata nel 1933. Una carriera straordinaria per una voce tra le più raffinate del panorama lirico internazionale del '900. Con Claudio Abbado diede vita alla rinascita rossiniana e a una interpretazione 'rivoluzionaria' di Carmen

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Teresa Berganza in 'Così fan tutte' nel 1961 alla Scala - Foto Erio Piccagliani-Teatro alla Scala

Addio al grande mezzosoprano spagnolo Teresa Berganza. La cantante si è spenta oggi a Madrid all'età di 89 anni. Lo annuncia la famiglia con un post su facebook: "''Addio' di Rossini, 'Addio' di Teresa. Voglio andarmene senza fare rumore... Non voglio annunci pubblici, nessuna veglia, niente. Sono venuta al mondo e nessuno se n'è accorto, quindi desidero lo stesso quando me ne andrò'. Tutta la famiglia rispetta la sua volontà. Il nostro omaggio sarà ricordarla in tutta la sua pienezza e continuare a goderne attraverso le sue interpretazioni per ricordarla sempre".

Teresa Berganza Vargas era nata a Madrid il 16 marzo del 1933 ed è stata uno dei mezzosprani più raffinati della sua generazione per intensità espressiva, padronanza stilistica, legato perfetto, dizione nitida, accento nobile e straordinaria tecnica vocale. Interprete rossiniana di primo livello, a lei si deve il Rossini comico eseguito a regola d'arte. Con Claudio Abbado ha inciso nel 1971 il 'Barbiere di Siviglia' nell'edizione critica di Alberto Zedda che per molti segna l'inizio della rinascita rossiniana. Sempre con Abbado nel 1977 ha eseguito a Edimburgo una 'Carmen', edizione consegnata l'anno successivo al disco per l'etichetta Deutsche Grammophon, per molti aspetti inedita. La Berganza spiegò lucidamente la sua scelta interpretativa della celebre gitana in una lettera indirizzata al direttore del Festival di Edimburgo e allegata all'edizione discografica dell'opera. Il risultato è una lettura intimistica del personaggio ottenuta attraverso un processo di miniaturizzazione vocale e assecondando tutte le sfumature della scrittura di Bizet che continuamente prescrive di cantare piano e leggero.

Tra i personaggi interpretati sempre in maniera superba, spiccano Dorabella del 'Così fan tutte' e Cherubino delle 'Nozze di Figaro' di Mozart, Ruggiero dell'Alcina' di Haendel, Neris della 'Medea' interpretata al fianco di Maria Callas, Ottavia dell''Incoronazione di Poppea' di Monteverdi e le rossiniane Rosina del 'Barbiere', Angelina della 'Cenerentola', Isabella dell''Italiana in Algeri' e l'Isoliero del 'Conte Ory'. Nella sua carriera anche molta liederistica e una piccola apertura all'opera francese (Thomas e Massenet), ma mai ruoli del grande melodramma romantico e soprattutto del verismo. Un'intelligenza vocale e un rigore nella scelta del repertorio che consentirono alla Berganza di cantare per quasi mezzo secolo con tecnica immutata e stile aristocratico.

La formazione musicale della Berganza era a 360 gradi, avendo studiato da giovane pianoforte, armonia, composizione, organo e violoncello, prima di dedicarsi al canto con Lola Rodríguez Aragón. Il debutto nel 1957 nel ruolo di Dorabella in 'Così fan tutte' al festival di Aix-en-Provence (Francia) e nello stesso anno è il paggio Isoiero nel 'Conte Ory' di Rossini alla Scala.

Sempre nel 1957 arrivano altri successi nel Regno Unito al Festival di Glyndebourne e il suo debutto con Maria Callas in una Medea un anno dopo a Dallas (Stati Uniti). Da lì, a Vienna, nel 1959, insieme a Karajan con 'Le nozze di Figaro' di Mozart, poi un escursione nella vocalità del XVII e XVIII secolo con Purcell, Monteverdi, Haendel agli inizi degli anni '60, fino al belcanto, accanto al tenore Alfredo Kraus, il Metropolitan e il ritorno alla Scala con Claudio Abbado con 'Le nozze di Figaro' e 'Il barbiere di Siviglia'. E' Zerlina in una produzione cinematografica del 'Don Giovanni' di Mozart con la regia di Joseph Losey e Lorin Maazel in buca.

Una carriera brillantissima proseguita negli anni Settanta con varie tappe a Salisburgo, Edimburgo, al Liceu di Barcellona, diretta da Karajan, Abbado, Kubelik, Giulini, e altre grandi bacchette. Nel 1992 canta 'Himno a la alegría' con Giacomo Aragall, José Carreras, Montserrat Caballé e Plácido Domingo nella cerimonia d'apertura dei Giochi della XXV Olimpiade. Ha vinto per tre volte il Grand Prix Académie Charles Cros. Nel 1994 è divenuta la prima donna eletta nell'Accademia Reale delle Arti di Spagna. Nel 1996 ha vinto il Premio Nacional de Música. Ha insegnato canto all'Escuela Superior de Música Reina Sofía e tenuto Master Class in tutto il mondo. Un'artista che ha saputo navigare nella tradizione senza il timore di una modernità radicale, con un'intelligenza unica nella scelta del repertorio. In un'intervista rilasciata in occasione del suo settantacinquesimo compleanno la Berganza disse: "Se mi fossi lasciata trasportare da quello che volevano le case discografiche, non sarei durata nemmeno due anni. I dischi non mi entusiasmano... Anche se ne ho registrati quasi 200. Il disco può essere la perfezione, ma il teatro è emozione. Quello che mi piace è fare l'amore con il pubblico”.

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