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Afd, cosa sappiamo dell'ultradestra tedesca

25 settembre 2017 | 12.48
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E' il vero vincitore di questa tornata elettorale. L'Afd (Alternative für Deutschland) è un partito giovane, fondato appena 4 anni fa e ora, per la prima volta, entra in Parlamento dopo aver dimostrato di essere il terzo partito più forte in Germania. Dalle elezioni federali tenutesi ieri, l'ultradestra, impersonata dall'Afd, è infatti uscita con il 12,6% dei voti, assicurandosi una rappresentanza di oltre 80 deputati al Bundestag. Ora che l'Afd è il terzo partito tedesco, ci si chiede se e come sia possibile un incontro con le altre anime di quel Parlamento. Che impatto può avere un partito populista, di estrema destra ed euroscettico sul governo Merkel?

Dopo la sua fondazione, nel febbraio del 2013 da parte dell'economista Bernd Lucke, l'Afd ha conosciuto una rapida ascesa. Certo, per l'ingresso nel Bundestag c'è voluto un po', ma già tra il 2014 e il 2016, come si legge sul sito www.bpb.de, Alternative für Deutschland ha ottenuto mandati parlamentari alle elezioni europee e a quelle regionali. Con le varie crisi che l'Europa ha dovuto affrontare ultimamente - da quella economica a quella dei migranti - l'Afd ha conosciuto un massiccio aumento di sostenitori, riuscendo a cavalcare l'onda del diffuso malcontento nei confronti le istituzioni europee. La rapida crescita degli ultimi mesi, come riporta il sito bundestagswahl-2017.com, è infatti dovuta principalmente alla crisi dei rifugiati e alla gestione della politica migratoria da parte del precedente governo Merkel. Su questo tema la posizione dell'Afd è chiara: chiudere le frontiere , ridurre drasticamente il numero dei richiedenti asilo accolti e consentire unicamente l'ingresso di lavoratori qualificati.

All'interno del partito non sono mancate (e non mancano) controversie e diverse sono le anime che lo compongono: da quella più moderata, rappresentata da Frauke Petry, una dei leader storici della Afd, a quella invece più estremista portata avanti dalla leader Alice Weidel e da Alexander Gauland. Le differenze di vedute affondano le loro radici nel 2015 quando all'elezione a maggioranza assoluta di Frauke Petry a leader del partito, corrispose l'abbandono del fondatore Lucke, motivato dalla non condivisione dei toni populisti del nuovo segretario. Oggi, il giorno dopo le elezioni federali, le spaccature interne al partito sono venute di nuovo a galla al punto tale che la Petry ha annunciato a sorpresa oggi in conferenza stampa di non voler entrare a far parte del nuovo gruppo parlamentare del partito. Il motivo? Le differenze di vedute con i suoi colleghi rappresentanti dell'ala più radicale. "Dobbiamo essere onesti sul fatto che esiste un conflitto riguardante i contenuti all'interno dell'Afd, non dobbiamo sostenere che non esiste", ha affermato Petry.

Proprio alla parte più estremista del partito, appartiene l'ultimo 'scandalo' che ha coinvolto l'Afd, quando dalla bocca di Alexander Gauland sono uscite parole che hanno suscitato diverse polemiche: "dobbiamo essere orgogliosi per quanto fatto dai soldati tedeschi nelle due guerre", prese da molti come un invito ad andare fieri dell'esercito nazista.

Per quanto riguarda il tema dell'Unione Europea, il piano dell'Afd è quello di "porre fine all'esperimento Euro in modo ordinato" - riporta il sito bundestagswahl-2017.com - se necessario con il ritiro della Germania oppure attraverso una dissoluzione democratica dell'Unione Europea. Sul tema, sempre più spinoso, della presenza islamica sul territorio tedesco, la posizione dell'Afd è chiara: "L'Islam non appartiene alla Germania". Le moschee non devono più essere finanziate dall'estero, i minareti e l'uso dei burka devono essere vietati.

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