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Afghanistan, Talebani agli Usa: "Ritiro il 31 agosto o reagiremo"

23 agosto 2021 | 07.38
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La data è una "linea rossa, rinvio avrebbe conseguenze", avvertono. Spari all'aeroporto di Kabul: un morto e 3 feriti. Talebani: "Ripresi tre distretti del Panshir"

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(Afp)

"E' una linea rossa. Il presidente Biden ha annunciato che il 31 agosto ritireranno tutte le loro forze militari. Quindi se decideranno una proroga significherà che staranno prolungando l'occupazione mentre non ce ne è alcun bisogno". Lo ha detto a Sky News Suhail Shaheen, un portavoce dei Talebani.

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Parlando da Doha, il portavoce dei Talebani ha aggiunto: "Se gli Stati Uniti o il Regno Unito dovessero volere più tempo per proseguire i trasferimenti, la risposta è 'no'". "O ci sarebbero conseguenze", ha minacciato, parlando della "sfiducia che si creerebbe". "Se sono intenzionati a proseguire l'occupazione - ha detto - questo provocherebbe una reazione".

E alla domanda se vogliano dire qualcosa alle famiglie di chi in Afghanistan ha perso la vita cercando di aiutare il Paese, Shaheen ha risposto: "Hanno occupato il nostro Paese. Se noi occupassimo il vostro, cosa direste?". "Penso che tutti abbiano sofferto molto. Spargimenti di sangue. Distruzione. Di tutto. Ma noi diciamo che il passato è passato - ha aggiunto - Ora vogliamo concentrarci sul futuro". Poi alla Bbc ha ribadito: "Le forze straniere devono ritirarsi secondo la deadline che hanno annunciato. Altrimenti sarà una chiara violazione".

TALEBANI: "RIPRESI TRE DISTRETTI DEL PANSHIR" - I Talebani rivendicano la riconquista di tre distretti nel Panshir, ultima sacca della resistenza ai militanti. In un tweet il portavoce Zabihullah ha scritto: "I distretti di Bannu, Pul-e-Hisar e Deh Salah di Baghlan sono stati completamente ripuliti dal nemico....Il passo di Salang è aperto e il nemico è sotto assedio nel Panshir".

Il portavoce ha spiegato poi che "i mujahidin dell'Emirato islamico dell'Afghanistan si sono mossi in direzione del Panshir dalle province di Badakhshan, Takhar e Baghlan e hanno preso posizione". I tre distretti di cui i Talebani hanno annunciato la riconquista erano stati presi venerdì scorso dalle forze della resistenza antitalebana.

"L'Emirato islamico sta cercando di risolvere la questione in modo pacifico" ha scritto in un tweet il portavoce dei Talebani, Zabihullah, in un riferimento al Panshir.

LA RESISTENZA - Le forze della resistenza ai Talebani nella regione afghana della valle del Panshir sono "pronte", ma al contempo disponibili a "negoziati" in nome della "pace" prima dell'inizio di "qualsiasi tipo di guerra o conflitto" ha detto alla Bbc un portavoce delle forze del Fronte della resistenza nazionale dell'Afghanistan, Ali Nazary, confermando che migliaia di persone sono dispiegate nella regione sotto il comando di Ahmad Massoud, figlio del 'leone del Panshir' Ahmad Shah Massoud. Da Nazary è arrivato anche un appello ai Talebani a negoziati "sinceri".

"Il Fronte della resistenza dell'Afghanistan crede che per una pace duratura sia necessario affrontare i problemi di fondo", ha detto, aggiungendo che "il problema numero uno è il sistema politico centralizzato". "L'Afghanistan è un Paese fatto di minoranze etniche. E' uno stato multiculturale - ha proseguito - Bisogna condividere il potere, un accordo sulla condivisione del potere in cui tutti si vedano al potere". "Se una forza politica, qualunque sia - ha continuato - cerca di dominare la politica crea le condizioni per una guerra interna e il proseguimento del conflitto attuale".

"MOSCA NON INTERFERIRÀ" - La Russia denuncia che la resistenza del Panshir rischia di innescare una nuova guerra civile in Afghanistan e precisa che non intende interferire nel potenziale conflitto fra i Talebani e le forze di Massoud, ha spiegato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov sottolineando che il presidente Putin ha parlato della "necessità di coordinare gli approcci alla crisi nel quadro del Consiglio di sicurezza dell'Onu e del G20". Insieme ai Paesi dell'Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva, la Russia ha espresso profonda preoccupazione per le potenziali minacce provenienti dall'Afghanistan, e in particolare per la "forte presenza" dell'Is, ha precisato Peskov, dopo il vertice di emergenza, in video conferenza, dei Paesi della Csto.

SCONTRO A FUOCO ALL'AEROPORTO DI KABUL - Uno scontro a fuoco all'ingresso nord dell'aeroporto di Kabul ha provocato la morte di un agente delle forze di sicurezza afghane e il ferimento di altre tre persone. Gli scontri tra le forze afghane e assalitori non identificati hanno visto coinvolti anche soldati tedeschi e americani. Nessun militare tedesco è rimasto ferito. Al momento non ci sono altri dettagli.

IN 20MILA ALL'AEROPORTO - Sarebbero circa 20.000 le persone che resterebbero nell'area dell'aeroporto internazionale di Kabul in attesa di poter lasciare l'Afghanistan. Lo riporta la Cnn che cita una fonte informata sulla situazione secondo cui piani su 24 ore prevedevano l'arrivo nello scalo di 33 C-17 ognuno in grado di trasportare 400 persone. Ma, ha aggiunto la fonte, Washington starebbe cambiando la sua politica sulle persone per le quali si spalancano le porte dell'aeroporto e da oggi sarebbero ammessi solo cittadini americani, titolari di green card e cittadini dei Paesi della Nato con familiari stretti. Esclusi, stando alla fonte, coloro che sperano di ottenere un visto in base al programma Siv (Special Immigrant Visa), la strada verso l'estero per gli afghani che hanno collaborato con gli Usa.

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