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Turismo: Agriturist, +15% in estate 2015, 22% almeno 6 notti

05 ottobre 2015 | 15.06
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La vacanza in agriturismo è una scelta che piace sempre di più agli Italiani, con una crescita media - nell'estate 2015 - del 15%. Ma piace anche ai turisti stranieri, in particolare francesi, tedeschi, inglesi e spagnoli. E non si tratta di vacanze a toccata-e-fuga: il 22% si ferma almeno 6 notti, mentre il 56% dei viaggiatori tra le 3 e le 5 notti. Scelte in linea con la clientela di riferimento: il 36% dei clienti sono famiglie con bambini, il 30% coppie con meno di 55 anni, il 15% coppie over 55 e il 15% gruppi organizzati.

Quest'anno ricorrono i 50 anni dalla nascita di Agriturist (dal cui nome è derivata la parola "agriturismo"), la prima associazione costituita da Confagricoltura, e i 30 dalla prima legge che regola il turismo in agricoltura (730/85). Per l'occasione e per fare il punto sui dati del viaggiare in natura, il 16 ottobre all’auditorium Expo di Palazzo Italia è stato organizzato il XII forum Agriturist.

“L’agriturismo è diventato ambasciatore della cultura locale, nell’ambito di un turismo rurale e lento - commenta Cosimo Melacca presidente di Agriturist - e la migliore conferma sono i dati dell’estate 2015, in crescita media del 15%, che hanno consolidato la vacanza in agriturismo come “destinazione”, piuttosto che come semplice ospitalità".

Le principali ragioni per cui si sceglie una vacanza in agriturismo, sulla base di un’indagine effettuata nelle aziende associate, sono l'enogastronomia, seguita dalla visita culturale, dalla vacanza al mare e dalla visita a parenti ed amici. "Un risultato significativo - sottolinea Agriturist - perché mette in evidenza la forza dell’associazione tra ospitalità, territorio, tradizioni, cultura e identità locale. Non è un caso che il 60% delle strutture abbia organizzato, per l’estate, iniziative e eventi per l’intrattenimento e l’avvicinamento dei turisti alla cultura locale".

Un sistema non senza punti critici: “La forte domanda di vivere un’esperienza ‘naturale’, distaccandosi dalle dinamiche frenetiche e stressanti – conclude Cosimo Melacca - ha fatto proliferare, purtroppo, anche il fenomeno dell’abusivismo, attività senza licenza e senza controlli, che non hanno tracciabilità fiscale, né copertura assicurativa per gli ospiti, che va assolutamente combattuto”.

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