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Aidepi, pasta batte ogni pietanza su tavola italiani

26 maggio 2014 | 17.32
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Roma, 26 mag. (Labitalia) - La pasta batte ogni altra pietanza per presenza sulle nostre tavole. Secondo l'Aidepi, l'Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane, ogni anno nel nostro Paese se ne mangiano oltre 25 chili a testa, contro una media nel mondo di circa 5-6 chili. La pasta italiana è considerata da sempre simbolo di qualità, grazie all'impiego esclusivo di semola di grano duro, alla selezione e alla sapiente miscelazione dei migliori grani duri nazionali ed esteri della migliore qualità, a una lunga tradizione produttiva unita ad anni di ricerca tecnologica e sperimentazione.

Il suo successo è anche frutto di una rigorosa politica di qualità, che mira a difendere e tutelare un prodotto baluardo della tradizione italiana, che continua a riscuotere successi a livello nazionale e internazionale.

In Italia esiste, infatti, dal 1967 una legge che è alla base degli standard qualitativi della pasta italiana e che determina i criteri ai quali ci si deve attenere per la produzione della pasta. Nota anche come 'legge di purezza' prescrive come principio fondamentale l'obbligo di produrre pasta esclusivamente con grano duro nel rispetto di precisi parametri analitici, quali umidità, proteine ed acidità, che devono essere rispettati nella produzione e nella commercializzazione delle paste alimentari.

"Si tratta di una sorta di disciplinare - commenta Riccardo Felicetti, presidente dei Pastai italiani - di produzione della pasta, che impone l'obbligo di produrre pasta esclusivamente con grano duro ed elenca anche le diverse tipologie, comprese le paste speciali o la pasta all'uovo. Una cosa unica al mondo, di cui andiamo molto fieri, che mira a rafforzare l'immagine della pasta italiana e a valorizzarne la produzione, imponendo quegli alti standard qualitativi che contribuiscono al successo della nostra pasta anche a livello internazionale: oggi, infatti, oltre il 55% della produzione nazionale di pasta viene esportato in tutti i paesi del mondo. L'Italia è il primo produttore al mondo di pasta con 3,4 milioni di tonnellate per un controvalore di 4,6 miliardi di euro".

"Alla base del successo della pasta - fa notare - sta la semplicità della ricetta unita alla straordinaria modernità del prodotto, capace di interpretare i continui cambiamenti gastronomici connaturati alla globalizzazione. Parte integrante della costanza qualitativa del prodotto è poi assicurata dall'accurata selezione dei grani che vengono peraltro sottoposti a rigorosi auto controlli igienico sanitari".

A tutto questo si aggiunge la ricchezza del numero dei formati e dei tipi di pasta offerti, che rispondono alla voglia di innovazione, e al tempo stesso di recupero delle tradizioni dei consumatori: tra lunga e corta, ormai ci sono oltre 300 diversi formati.

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