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Aidepi, per pausa pranzo no pasto davanti pc o in piedi

24 giugno 2014 | 13.24
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Per l’associazione industrie del dolce, piatto pasta alimento economico e unico.

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No al pranzo davanti al computer o a mangiare camminando e stando in piedi. Anche perché la pausa pranzo, così come il cibo in generale, deve rappresentare anche un momento di gratificazione. A dirlo l’Aidepi, l’Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane, commentando i dati del Centro studi Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), secondo cui negli ultimi 20 anni sono arrivati a essere 12 milioni gli italiani che mangiano fuori casa per motivi di lavoro e, di questi, circa 300 mila mangiano direttamente in ufficio portandosi cibo da casa.

La pasta può rappresentare un piatto unico come ‘alimento salva pranzo’ e ‘salva portafogli’. “La pasta -sostiene Aidepi- è un alimento alla portata di tutti, gustoso e saziante. Secondo Federconsumatori, ogni mese la pausa pranzo costa agli italiani in media 290,40 euro, mentre lo stesso pasto tipo preparato a casa costa circa il 77% in meno rispetto a quello acquistato. La tendenza ultimamente è, quindi, quella di consumare i propri pasti sul luogo di lavoro”.

“La pasta rappresenta il piatto ideale -ricorda- per una pausa pranzo gustosa ed equilibrata. I carboidrati in particolare servono al cervello per funzionare e danno le giuste energie per poter affrontare la restante giornata lavorativa. La pausa pranzo, così come il cibo in generale, deve rappresentare anche un momento di gratificazione. E anche in questo caso, la pasta può venirci incontro, grazie ai tanti sapori e colori con cui è possibile giocare”.

Per Aidepi, “le farfalle si sposano bene con sughi delicati, a base di verdure, pesce, prosciutto cotto, formaggi freschi; i fusilli accettano sapori un po’ più definiti, a base di formaggi, ricotta, carne di pollo e verdure”.

“Le penne permettono di spaziare dai sughi di pesce o carne a quelli vegetali -fa notare- e i tortiglioni sono ben disposti ad accogliere sughi più gustosi a base di carne o di legumi. Insomma, con i diversi formati in commercio e i condimenti giusti siamo sicuri di fare un pasto sempre diverso, nutrizionalmente completo e appagante. E se non si ha voglia o tempo di cucinare per preparare il pranzo, basta organizzarsi la sera prima e con gli avanzi della cena sbizzarrirsi in una deliziosa e veloce frittata di pasta”.

Ma al bar o in ufficio, una cosa è certa: la pausa pranzo non va sottovalutata e rappresenta uno spartiacque fondamentale nella giornata, un momento di ricarica non solo per il corpo, ma anche per la mente. “La pausa pranzo è importantissima -avverte il nutrizionista Pietro Antonio Migliaccio- e non va saltata, non solo perché si andrebbe incontro a un calo di zuccheri che di fatto ridurrebbe l’efficienza sul lavoro, ma anche perché serve a staccare la spina”.

“Noi italiani culturalmente e geneticamente abbiamo bisogno -ricorda Migliaccio- della pausa pranzo, a differenza di altri popoli come gli anglosassoni dove si fa un’abbondantissima colazione e, quindi, la pausa pranzo diviene meno importante. Bisogna tener conto delle esigenze organiche dell’individuo perché abbiamo bisogno di un apporto energetico adeguato per il cervello e di quelle psicologiche perché il cibo è gratificazione e la pausa pranzo serve a staccare la spina”.

E non mancano i consigli per chi sceglie di consumarla in ufficio. “Rilassarsi, masticare con calma, concentrarsi sull’atto del mangiare -sottolinea Pietro Antonio Migliaccio- e no al pranzo davanti al computer o a mangiare camminando e stando in piedi. Sarebbe preferibile, inoltre, cambiare scrivania e consumare il pasto insieme a un collega, apparecchiando la tavola come se si fosse a casa”.

“Optare per cotture semplici e che permettono di limitare -suggerisce- i condimenti (griglia, forno, vapore), preparazioni leggere, ingredienti freschi e di qualità, cercando di variare ogni giorno il più possibile. Vanno privilegiati i piatti unici con prevalenza di farinacei (riso, pasta, patate) e verdure, eventualmente piccole porzioni di carne o pesce o uova”.

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