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Terrorismo, la Dar al-Iftaa egiziana: "Non rispondete ad appelli Baghdadi al jihad"

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Terrorismo, la Dar al-Iftaa egiziana: Non rispondete ad appelli Baghdadi al jihad

"Non rispondete agli inviti di Abu Bakr al-Baghdadi ad unirsi alla sua organizzazione". E' questo l'appello lanciato dalla Dar al-Iftaa egiziana, che si occupa di emettere le fatwa ufficiali in Egitto, a proposito del messaggio audio diffuso ieri e attribuito all'autoproclamato califfo dello Stato islamico (Is).


Nel messaggio Baghdadi, che fonti occidentali avevano dato per gravemente ferito negli attacchi della Coalizione internazionale, esorta "tutti i musulmani in ogni luogo a emigrare nello Stato islamico o a combattere dovunque si trovino".

Ma la Dar al-Iftaa dichiara "legalmente nullo l'annuncio del califfato da parte di un qualsivoglia movimento o organizzazione". In una nota la Dar al-Iftaa spiega che "chi aggredisce i paesi, se ne impossessa, ne uccide la gente e ne depreda i beni merita la più dura punizione, poiché tutto questo è una forma di devastazione programmata a danno della società".

Quanto al jihad, a cui invita Baghdadi nel suo messaggio, per l'istituzione egiziana si tratta di un "diritto-dovere ben regolato che nessuno può ostacolare o impedire, ma se sfugge alle regole stabilite dalla legge, e se non gli si applicano le dovute condizioni e limiti, non è più jihad legittimo".

Di conseguenza la Dar al-Iftaa mette in guardia dal "rispondere a questi appelli distruttivi a prendere le armi e allo spargimento di sangue", in quanto i musulmani non ne ricaveranno altro che "nuovo caos, distruzione, perdita dei diritti ed esilio", di cui i fedeli dell'Islam "hanno assaporato il gusto amaro per lunghi decenni".

"I Paesi in cui vive una maggioranza musulmana in grado di adempiere ai suoi doveri religiosi e a manifestare la propria fede senza impedimenti sono Paesi musulmani", sottolinea la Dar al-Ifta. In tal senso, "la pretesa dell'Is di difendere i musulmani è falsa. Semmai - conclude la nota - uccide i musulmani e li disperde molto più di quanto facciano i non musulmani".



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