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Polveriera Libia

SICUREZZA
Polveriera Libia

(Fotogramma/Ipa)

La Libia sembra sull'orlo della guerra civile. Dopo l'ordine dato dal generale Khalifa Haftar alle sue forze di entrare nella capitale, "ora iniziano a Tripoli le effettive operazioni militari in base alle istruzioni del comandante generale dell'Esercito nazionale libico" (Lna)" ha affermato il portavoce dell'Lna, Ahmed Al-Mismari, in dichiarazioni diffuse dal portale The Libyan Address. "Le nostre forze sono alle porte di Mitiga, a Tripoli, dopo aver difeso le porte di Benina a Bengasi - ha detto ancora al-Mismari - Le nostre forze hanno raggiunto la località di al-Hira (nei pressi di Garyan) e si stanno preparando ad attuare il piano B dell'operazione per la liberazione di Tripoli".


"A tutto il nostro esercito che sta ai confini di Tripoli, a tutti i suoi compartimenti, oggi finiremo con l'aiuto di Dio la nostra marcia vittoriosa - ha affermato Haftar in un messaggio audio indirizzato ai suoi uomini -.Oggi rispondiamo al richiamo dei nostri parenti nella nostra cara capitale come abbiamo promesso". Nell'audio messaggio Haftar rivolge anche un appello alla moderazione, chiedendo di non sparare se nessuno rivolgerà le armi contro di loro. Dice una fonte dell'Esercito nazionale libico citata dal giornale Alwasat: "L'Esercito è in marcia per mettere in sicurezza Tripoli... nessun ordine di affrontare qualsiasi altra forza".

Dinanzi all'avanzata di Haftar, Fayez Serraj ha ordinato anche raid aerei. Il consiglio presidenziale libico, apprende l'Adnkronos da fonti a Tripoli, ha promulgato tre decreti relativi all'innalzamento al massimo livello dell'allerta, alle misure pratiche per ottenere questo risultato e alle istruzioni al capo di Stato maggiore della difesa per azioni contro la minaccia rappresentata dalle forze di Haftar, comprese azioni aeree.

La tensione è quindi alle stelle con gli uomini di Haftar che si preparano a marciare verso la capitale - a Garian si sarebbero registrati i primi scontri con vittime, secondo notizie non confermate - mentre le milizie di Zintan e Misurata si schierano per respingere l'avanzata del generale e il ministero degli Interni del governo di concordia nazionale dichiara lo stato d'emergenza nella capitale.

FONTI LIBICHE: "OK FRANCIA AD AVANZATA HAFTAR" - Fonti libiche sostengono all'Adnkronos che Haftar ha ricevuto dalla Francia il via libera alla sua avanzata su Tripoli. Secondo le fonti, in un incontro due giorni fa con il vice premier del governo di accordo nazionale, Abdulsalam Kajman, l'ambasciatrice francese in Libia, Beatrice Le Fraper Du Hellen, ha avvertito che se il premier Fayez Serraj non avesse firmato l'accordo di Abu Dhabi del 26 febbraio scorso con Haftar, il generale sarebbe entrato nella capitale per riportare l'ordine. Le stesse fonti sostengono che è ormai sul punto di saltare la Conferenza nazionale che l'inviato delle Nazioni Unite Ghassan Salamè ha convocato a Ghadames per il 14-16 aprile.

La situazione di queste ore - con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres impegnato in Libia nel tentativo dell'ultima ora di concordare un nuovo incontro tra Haftar e Serraj - sembra essere anche la conseguenza dell'"eccessivo sostegno che la comunità internazionale ha dato al generale, negoziatore ambiguo, con l'idea che potesse contribuire a ridare stabilità alla Libia", dicono all'Adnkronos fonti libiche. Invece, "chi ha scommesso su Haftar come pacificatore" adesso deve fare i conti la realtà: e la realtà è che il generale sta marciando verso Tripoli, dove spera di entrare pacificamente. E se una parte della popolazione in effetti potrebbe anche permetterlo, dall'altra parte c'è chi, come le milizie di Zintan, Misurata o Zuwara, "che veramente hanno fatto la guerra al terrorismo, non come lui a Derna, dove ha combattuto i suoi nemici - sostengono le fonti - potrebbe reagire, con il rischio di una nuova guerra civile".

Dall'Italia, i senatori M5S membri della commissione Affari esteri di palazzo Madama auspicano "un deciso intervento diplomatico per disinnescare subito questa pericolosa escalation, anche attraverso l'attivazione della 'cabina di regia' Italia-Usa sulla Libia". Mentre il vicepremier Matteo Salvini chiede "a tutti" di trovare "una soluzione''.



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