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Musica: al cinema il doc su Pino Daniele, alfiere del 'Rinascimento' napoletano

14 marzo 2017 | 16.17
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di Antonella Nesi

Il sax di James Senese che intona la melodia di 'Chi tene o mare' affacciato sul porto di Napoli, prima che partano le immagini dell'esecuzione live di Pino Daniele, il rap-dedica di Clementino che si rivolge al maestro dai tetti della città, il racconto di Peppe Lanzetta di quando, alla fine del leggendario concerto del 19 settembre 1981 in piazza del Plebiscito, seguì la band in un ristorante pieno di impresari e portaborse e trovò Pino rifugiato in uno dei pullman fuori dal locale che lo abbracciò commosso e ancora incredulo per quella prima notte dei 200.000 della sua carriera. Sono solo alcuni dei passaggi emozionanti di 'Pino Daniele - Il tempo resterà', il film documentario di Giorgio Verdelli sul grande musicista e cantautore napoletano scomparso il 4 gennaio di 2 anni fa, che avrà un'uscita evento in circa 300 sale cinematografiche il 20, 21 e 22 marzo prossimi e verrà presentato in anteprima al Teatro San Carlo di Napoli il 19 marzo, giorno del compleanno di Pino Daniele.

Non mancano vere proprie rarità, come un filmato amatoriale realizzato nella casa romana di Massimo Troisi durante l'incontro in cui Pino presenta per la prima volta all'attore e regista un primo abbozzo di quella che diventerà 'Quando', la canzone portante della colonna sonora del film 'Pensavo fosse amore invece era un calesse'.

Il film documentario in sala da lunedì, nato come un'evoluzione della puntata del programma Rai 'Unici' (di cui Verdelli è stato autore e regista) dedicata all'artista, è realizzato con materiali di archivio dagli esordi fino all'ultimo tour, brani di interviste allo stesso Pino Daniele registrate tra il 1978 ed il 2014 e tanti contributi di artisti che hanno lavorato con lui (a partire dalla superba band di 'Vai mò', ovvero James Senese, Tullio De Piscopo, Joe Amoroso, Rino Zurzolo e Tony Esposito) o che semplicemente lo ammiravano, da Vasco Rossi a Stefano Bollani. Ma sullo schermo scorrono anche le infinite collaborazioni internazionali di Pino, musicista apprezzatissimo al livello planetario: da Eric Clapton a Pat Metheny, solo per citarne un paio.

La voce narrante è quella di Claudio Amendola, fan "tifoso" di Pino, ma il filo conduttore è appunto la sua musica live, dagli esordi con 'Na tazzulella e cafè al tour del 2014 in cui risuonò Nero a metà. "Il lavoro di ricerca di immagini di repertorio è stato reso possibile dalla grande disponibilità dei figli di Pino e di Fabiola Sciabbarrasi, mentre Alessandro Daniele ha partecipato alla realizzazione. Ho cercato di non battere strade troppo battute, anche con scelte musicali inconsuete, da 'Schizzechea' a 'Che te ne fotte', ed ho evitato qualsiasi accenno biografico diverso dalla musica", ha spiegato Verdelli.

Alla presentazione per la stampa tenutasi oggi in una gremita Casa del Cinema c'erano anche i compagni di strada della straordinaria avventura artistica e umana di Pino Daniele. Perché la forza di Pino, come ha sottolineato bene Claudio Amendola, "è stato dar vita ad un sound inedito in Italia e ad una band leggendaria, di cui tutti noi ammiravamo e conoscevamo ogni componente proprio come accadeva per le grandi band internazionali, dai Queen ai Doors. Una cosa che non è successa a nessun altro artista italiano".

"La forza di Pino era certamente il live -ha ricordato Tullio De Piscopo - un pezzo di 3 minuti, sul palco poteva durare 12 minuti. Valorizzava la nostra capacità". "Lui dava spazio agli assoli di tutti i suoi musicisti -gli ha fatto eco James Senese - avevamo la stessa anima, parlavamo tutti la stessa lingua". "Il nostro incontro - ha aggiunto Joe Amoroso - io lo vedo quasi esotericamente come predestinazione. È successo tutto nel posto giusto al momento giusto: un piccolo miracolo". O "un piccolo Rinascimento" come dice Enzo De Caro parlando di quanto l'affermazione del sound di Pino Daniele abbia costituito uno spartiacque per tutta la cultura napoletana: "Per me c'è un a.P. e c'è un d.P., avanti Pino e dopo Pino. Perché dopo che lui aveva detto alcune cose in una certa maniera non si poteva più tornare indietro...".

Dopo l'uscita nelle sale il film su Pino, prodotto da Sudovest con Rai Cinema e distribuito da Nexo Digital, potrebbe avere una circuitazione internazionale, senz'altro attraverso dei festival. Ma la 'magia' di Pino potrebbe tornare a concretizzarsi anche live, in un grande concerto-omaggio con i 'suoi' musicisti sul palco assieme ad interpreti che hanno già cantato alcune delle sue canzoni. "C'è questa possibilità", ha detto Joe Amoroso rispondendo alle domande dei giornalisti.

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