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Al Gemelli 'sala ibrida' hi-tech per interventi al cuore, combina insieme operazioni e diagnostica

30 ottobre 2014 | 13.04
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(Adnkronos Salute) - Sarà attiva da novembre a Roma la 'sala ibrida' più moderna d'Europa, dove a strumenti operatori sofisticati per delicati interventi cardiovascolari si affiancano altrettanto sofisticati strumenti diagnostici. La struttura è al contempo sala operatoria e laboratorio di emodinamica e di elettrofisiologia. A inaugurarla, oggi, il Dipartimento di Scienze cardiovascolari del Policlinico universitario Gemelli di Roma, diretto da Filippo Crea, in una cerimonia a cui partecipa, oltre ai vertici dell'università Cattolica e del Policlinico, Luca Cordero di Montezemolo.

La sala ibrida a regime può ospitare fino a 40 interventi al mese, con costi di esercizio non molto diversi da quelli di una tradizionale sala di emodinamica (dove vengono fatti interventi sul cuore e sulle arterie attraverso una puntura), di elettrofisiologia (dove vengono curate le aritmie gravi) o di cardiochirurgia. Si tratta di una camera operatoria dalle caratteristiche tecnologiche molto avanzate che, oltre alle strumentazioni di una sala tradizionale per interventi di Cardiochirurgia e chirurgia vascolare di elevata complessità, è dotata anche di apparecchiature integrate di diagnostica radiologica sofisticate, come un angiografo collegato a un braccio robotizzato che produce immagini radiologiche anche tridimensionali in tempo reale.

Questa tecnologia consente di operare, in modo integrato, sia dall'interno sia dall'esterno del cuore e delle arterie, con tecnologie di ultima generazione. E nasce per rispondere a nuove esigenze sanitarie: con l'invecchiamento della popolazione generale, un numero sempre maggiore di pazienti anziani necessita di delicati interventi al cuore e alle arterie. Ad alcuni di questi pazienti - ricordano gli esperti - l'intervento tradizionale è precluso perché troppo rischioso oppure non è ottimale se realizzato con il solo ausilio di cateteri. Si interviene quindi per via percutanea, attraverso la puntura di un'arteria periferica e l'introduzione di cateteri che arrivano al cuore, veicolando stent coronarici, protesi valvolari e altro materiale "di ricambio".

"La sala operatoria ibrida del Policlinico Gemelli, la prima a Roma, l'unica nel Centro Sud e tra le più moderne in Europa - spiega Massimo Massetti, direttore dell'Unità operativa complessa di cardiochirurgia del Gemelli - è una sala operatoria completa, dotata di una macchina cuore-polmone, di un respiratore automatico e uno strumentario completo".

"Nella stessa sala - spiega l'ingegnere Lorenzo Leogrande, dell'Unità di valutazione delle tecnologie del Policlinico Gemelli - è installato un angiografo di ultima generazione appositamente sviluppato per queste strutture. Si tratta del dispositivo più avanzato di questo tipo al mondo. Tutta la parte radiologica e di imaging viene gestita da una sala di controllo attigua alla sala ibrida che è connessa in tempo reale con la sala multimediale del Dipartimento. Inoltre la sala si caratterizza anche per un utilizzo intensivo di immagini diagnostiche ottenute con avanzatissime strumentazioni come ecografi, sistemi video endoscopici, telecamere ad alta definizione".

La sala permetterà di eseguire delicate procedure effettuate da un team multidisciplinare costituito da cardiochirurghi, cardiologi, chirurghi vascolari e radiologi. Saranno eseguiti interventi mini-invasivi sulle valvole cardiache con cicatrici inferiori a 4 cm; impianti di dispositivi per la riparazione valvolare con accessi dall'inguine, dal collo o da piccoli tagli sul torace; sarà possibile eseguire procedure per il trattamento di aritmie complesse in tutta sicurezza e procedere all'impianto di endoprotesi aortiche.

Ancora, "verranno anche effettuati interventi di rivascolarizzazione miocardica ibrida - aggiunge Crea - ovvero l'esecuzione, nella medesima seduta operatoria, di bypass aortocoronarici a cuore battente e di angioplastiche coronariche".

La sala potenzialmente consentirà anche risparmi per il servizio sanitario dal momento che per molti pazienti permette di eseguire più procedure contemporaneamente (per esempio una percutanea e l'altra chirurgica). "La realizzazione e l'apertura della sala operatoria ibrida - commenta il direttore del Gemelli, Maurizio Guizzardi - testimonia in modo concreto l'impegno, da parte della direzione del Policlinico, a mantenere elevati standard assistenziali e anzi a migliorarli nell'interesse di tutti i pazienti".

"L'attività necessariamente multidisciplinare sulla quale si basa l'operatività della sala, inoltre, costituisce - conclude Guizzardi - la fase finale di un percorso d'integrazione tra le Unità operative del Dipartimento di scienze cardiovascolari, che ha consentito la riorganizzazione in reparti distinti secondo l'intensità di cura e non secondo la patologia (medica o chirurgica), in accordo con le più recenti raccomandazioni in ambito di gestione sanitaria finalizzate ad assicurare maggiore efficienza ed efficacia nell'assistenza ospedaliera".

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