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Al latte, bianco o fondente: nell'etichetta i segreti per l'uovo di cioccolata perfetto

19 aprile 2014 | 17.26
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Roma, 19 apr. (Adnkronos Salute) - Se vogliamo acquistare un buon uovo di cioccolato, "dobbiamo stare molto attenti all'etichetta del prodotto, che deve riportare dati precisi sulla quantità di cacao e di grassi contenuti. Oltre alla quantità, l'etichetta ci permette anche di valutare la qualità degli ingredienti. A volte, infatti, il burro di cacao può essere sostituito da altri oli o grassi di qualità inferiore". A mettere in guardia gli italiani in vista delle Feste è il ministero della Salute, che sul suo sito web pubblica uno speciale su storia, contenuti ed effetti della cioccolata, con tutti i dettagli da verificare in etichetta per scegliere al meglio.

Sulla confezione del cioccolato deve essere indicata: la lista degli ingredienti, il contenuto minimo di cacao in % e il termine minimo di conservazione. Il cioccolato, per essere definito tale, deve contenere almeno il 35% di cacao e il 18% di burro di cacao. Devono essere assenti grassi vegetali diversi dal burro di cacao. Per quanto riguarda il cioccolato al latte le quantità da rispettare sono: almeno 25% di cacao e il 14% di latte. I termini 'superiore', 'fine' o 'finissimo' possono essere utilizzati quando il contenuto degli ingredienti principali è superiore rispetto alla ricetta base. Se in etichetta viene riportata l'indicazione cioccolato 'finissimo', 'extra' o 'superiore', il contenuto di cacao deve arrivare almeno al 43% nel caso del cioccolato e al 30% nel caso del cioccolato al latte.

I prodotti di cioccolato si conservano a temperatura ambiente, purché non sia molto elevata. È consigliabile conservare il cioccolato nella sua confezione originale oppure, in alternativa, avvolgerlo in carta stagnola e poi nella pellicola trasparente. Per mantenerlo inalterato, meglio "riporlo in un luogo fresco ed asciutto, lontano da fonti di luce e di calore".

Il cioccolato mantiene intatte per diversi mesi le sue caratteristiche, ma se viene conservato in maniera inadeguata può 'fiorire'. Questo processo si presenta con l'evaporazione dell'umidità, che comporta la presenza in superficie di particelle di zucchero, rendendola variegata e con lo sbalzo di temperatura che comporta la formazione di macchie grigio-biancastre sulla superficie. "La fioritura è indicativa solo di una conservazione inadeguata e il prodotto può quindi essere consumato senza rischi per la salute". Ma cosa contiene la pasta di cacao, che otteniamo con la macinatura? "E' composta da: 53-55% di lipidi, 13-15% di glucidi, 9-10% di proteine alcaloidi (teobromina e caffeina), altri componenti (fibra, vitamine, minerali, flavonoidi) umidità (1-1,5%)".

Il valore energetico del cioccolato deriva principalmente dalle componenti lipidica e glucidica. Inoltre sono presenti diverse quantità: potassio e magnesio, che intervengono nel metabolismo energetico e aiutano a sopportare meglio la fatica; ferro, uno dei costituenti dell'emoglobina, che interviene nei processi di trasporto dell'ossigeno nei tessuti; fosforo, interessato nella formazione della struttura ossea; rame, che svolge un ruolo fondamentale nell'osteogenesi; calcio (se tra gli ingredienti del cioccolato è presente il latte), che contribuisce alla normale coagulazione del sangue, contrazione muscolare e struttura dell'osso. E ancora vitamina B2 (riboflavina), vitamina A (retinolo), vitamina B1 (tiamina) e vitamina PP (niacina), nel loro insieme concorrono al fabbisogno vitaminico giornaliero.

Nel campo della nutrizione, riflettono gli esperti del ministero, siamo soliti pensare che i cibi salutari non diano gioia al nostro palato. Ebbene, il cioccolato, oltre ad essere un piacere irrinunciabile, produce numerosi effetti benefici per la salute, sempre se consumato in quantità non eccessiva. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato la presenza nel cacao di composti fenolici biologicamente attivi. Il cioccolato, infatti, contiene grandi quantità di flavonoidi, epicatechine, catechine e procianidine. 100 grammi di cioccolato fondente contengono 50-60 mg di flavonoidi, un quantitativo maggiore di quello del tè e del vino. Vari studi controllati condotti sull'uomo hanno dimostrato che alimenti e bevande contenenti flavonoidi "sono in grado di ridurre la pressione arteriosa e l'aggregazione piastrinica, diminuendo il rischio di malattie cardiovascolari".

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