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Al ristorante meno avanzi e più 'doggy bag', la crisi può più della vergogna

22 febbraio 2014 | 10.07
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Piu' di un italiano su tre (36 per cento) non lascia alcun avanzo al ristorante o in pizzeria, ma crescono addirittura del 54 per cento nell'ultimo anno quelli che se ne vanno portando via i resti con la classica ''doggy bag'', che nel nostro paese è stata per lungo tempo un vero tabu'. E' quanto emerge dall'indagine condotta dal sito www.coldiretti.it sui comportamenti degli italiani a tavola nel tempo della crisi, presentata a Brescia nell'ambito dell'iniziative per l'Expo all'interno del farmers' market di Campagna Amica. Una fetta rilevante della popolazione (36 per cento) quando va a mangiare fuori consuma completamente quanto viene portato in tavola forse - sottolinea la Coldiretti - non per ingordigia, ma per ottimizzare la spesa, anche perche' oggi la scelta è più motivata e più misurata, limitata a un antipasto e un primo o un antipasto e il secondo.

Una situazione di difficoltà che sembra far cadere anche la ''vergogna'' nel chiedere di preparare il classico sacchetto per gli avanzi: quasi uno su cinque (il 17 per cento) ha chiesto di farlo con un aumento del 54 per cento nell'ultimo anno. C'è pero' - precisa la Coldiretti - uno zoccolo duro del 47 per cento che non preoccupa di lasciare cibo in tavola, nè tanto meno pensa di portare a casa i resti del pranzo.

Di fronte a questa nuova esigenza - riferisce la Coldiretti - la ristorazione si attrezza ed in un numero crescente di esercizi, per evitare imbarazzi, chiedono riservatamente al cliente se desidera portare a casa il cibo o anche le bottiglie di vino non finite e mettono a disposizione confezioni o vaschette ad hoc. I comportamenti degli italiani al ristorante o in pizzeria sono coerenti con quanto avviene nelle case. Con la crisi infatti si registra una storica inversione di tendenza, con quasi tre italiani su quattro (73 per cento) che hanno tagliato gli sprechi a tavola nel 2013, secondo l'indagine Coldiretti/Ixe' dalla quale si evidenzia, in particolare, che il 45 per cento degli italiani ha ridotto gli sprechi e il 28 per cento li ha addirittura annullati mentre una percentuale del 26 per cento non ha cambiato il proprio comportamento.

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