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Danza: Fuortes, vogliamo continuare ad investire su Tersicore

15 settembre 2016 | 14.51
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'Il lago dei cigni' firmato da Christopher Weeldon per il Teatro dell'Opera di Roma in scena dal

''Crediamo nella centralità della danza al Teatro dell'Opera di Roma e vogliamo continuare ad investire su Tersicore. Quindici repliche per il 'Lago' di Wheeldon per un totale di quasi 25mila spettatori. La danza fa parte dell'offerta culturale del nostro teatro. Importante come tutte le altri produzioni musicali, opera inclusa''. E' quanto ha dichiarato il sovrintendente dell'Opera di Roma, Carlo Fuortes, presentando oggi, accanto alla direttrice della compagnia, Eleonora Abbagnato, 'Il lago dei cigni', il balletto che debutta al Costanzi il 27 settembre, nella nuova versione firmata dal regista e coreografo inglese Christopher Wheeldon.

Il celebre balletto su musiche di Cajkovskij (sul podio il maestro Nik Kabaretti) sarà replicato, dopo la prima (anteprima giovani il 25 settembre alle ore 16.30), il 30 settembre, l'1 ottobre, il 2, 8, 9, 15, 19, 21 e 26 ottobre, il 2, 3, 4 e 5 novembre. Accanto ai primi ballerini, ai solisti, al corpo di ballo del Teatro dell'Opera i due guest, Lauren Cuthbertson e Federico Bonelli, principal della Royal Opera House di Londra.

'Ringrazio Eleonora Abbagnato, ha portato all'Opera il meglio della coreografia contemporanea

E a proposito dell'étoile di Palais Garnier ha ancora aggiunto Fuortes: ''Ringrazio Eleonora Abbagnato per il lavoro svolto in tutti questi mesi alla guida della compagnia. Ha portato nella capitale il meglio della coreografia internazionale (Forsythe, Preljocaj, Nureyev, Balanchine...) con straordinari risultati per la crescita della giovane formazione capitolina''.

Il sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma, ha poi ricordato di aver assistito al debutto di 'Dido & Aeneas' di Purcell con le coreografie di Sasha Waltz. ''Musica, danza, teatro, canto... difficile capire quale fosse il linguaggio principale - ha aggiunto ancora Carlo Fuortes- Un'opera che sta avendo uno straordinario successo. Ma non dimentichiamo - ha proseguito - che la danza, oggi, tra le arti è quella che ha un vocabolario più contemporaneo, innovativo. Forse più della musica''.

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